Senza il teatro non avrei fatto il rap. È una cosa a cui sono molto legato e che mi aiuta nei live“. Con queste parole oggi in sala stampa il rapper Clementino ha voluto raccontare la serata delle cover di giovedì 11 febbraio alla 66esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Il cantante si è esibito cantando “Don Raffaè” del grande Fabrizio De André: una performance, la sua, che ha camminato sul filo del cantare recitando. E proprio le tavole del teatro potrebbero diventare il suo futuro, nell’obiettivo di fondere queste due arti. Versatile e completo, Clementino ha infatti dichiarato: “Credo di aver trovato il giusto equilibrio tra la memoria, l’improvvisazione, la modulazione della voce, il contatto con il pubblico e, perché no, anche l’interpretazione del testo. Queste sono cose che accomunano il mio rap con il mio teatro“.

Clementino in sala stampa: “Senza il teatro non avrei fatto il rap!”
Clementino in sala stampa 12 febbraio 2016

Per quanto riguarda il suo hip pop, si ispira all’Africa, le sue canzoni parlano di immigrazione. “E se il più grande rapper attualmente vivente, Eminem, ha calcato il Teatro Ariston” ha dichiarato Clementino “perché non rischiare e provarci anch’io“. Il brano che ha portato a Sanremo, dal titolo “Quando sono lontano”, parla del sentimento di quelle persone che sono emigrate lontane da casa ma che hanno mantenuto un legame profondo con la loro terra natia. E, come dice il rapper, in questo brano vuole “portare lui, parlare di sé, di quello che sente, parlare di cuore“. L’esperienza del rapper underground italiano Clementino, nella vita Clemente Maccaro, ha viaggiato nell’hip hop permettendogli di diventare uno dei migliori freestyler: determinante è stato infatti il suo incontro con Fabri Fibra.

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