Pagine di Make Up Racconto di una esperienza indimenticabile. Il mio “Savoir-faire” per il make up a Katia Ricciarelli.

Mi avevano detto che Katia Ricciarelli era arrivata già in camerino ad aspettarmi per il make up. Era da qualche anno che non la incontravo. L’ultima volta era stato a Montecarlo, per un altro evento. Ma questa era la prima volta in assoluto che mi capitava di truccarla. Sono entrata e lei stava parlando al cellulare, mentre sorseggiava un tè. Mi ha fatto cenno di accomodare le mie cose sulla consolle del trucco che aveva davanti a se. Io con fare calmo e tranquillo ma veloce, come di consueto, ho iniziato ad aprire i panni coi pennelli e le varie palette che avevo già scelto di usare per lei.

I suoi colori così chiari, la pelle candida e gli occhi di un azzurro color del mare. Era tutto quello che mi serviva sapere per la scelta dei colori che avrebbero fatto risaltare la sua bellezza. Dopo qualche secondo Katia Ricciarelli ha attaccato il telefono. Mentre mi presentavo lei, col tatto e la gentilezza di una signora di altri tempi, mi ha subito informata di non essere un tipo che va d’accordo con i truccatori.

Katia Ricciarelli make up e selfie con la make up artist Luisa Festa

A cominciare dalla base, per finire alle sopracciglia, mi avrebbe dato filo da torcere! Ecco cosa mi era sfuggito. In quel preciso istante mi son tornate in mente tutte le volte che dietro alle quinte si sussurrava: “C’è la Ricciarelli in scaletta, chi la trucca? Si salvi chi può!

E in effetti non erano chiacchiere. Lei stessa stava ammettendo che i truccatori non le piacevano e che addirittura preferiva truccarsi da sola anziché sprecare tutte le energie a spiegare loro come avrebbe voluto il trucco. Avevo davanti non solo la soprano più ambita dai palcoscenici. Ma una donna consapevole e decisa anche nella vita privata e a quanto pare perfino col make up del suo viso doveva essere lei a decidere.

Ma io, non mi sono fatta intimorire e sapendo che avevamo poco tempo a disposizione prima che entrasse in scena mi sono giocata subito la carta che avevo fra le mani. Le ho proposto un trucco a metà viso, convincendola che solo se mi lasciava fare e senza interrompermi, in soli 10 minuti le avrei realizzato un fantastico make up a metà viso. Solo se le fosse piaciuto tanto avrei continuato a truccare anche l’altra metà del viso. In caso contrario ci avrei impiegato solo qualche nano secondo per struccarla di nuovo.

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Katia Ricciarelli mi è sembrata molto accondiscendente e in effetti dopo avermi guardata per qualche secondo, mi ha subito dato il via. Ho preparato la sua pelle con un Primer” e poi subito un sapiente counturing” alla fine del quale mentre fissavo il tutto spostando la mia mano dal suo viso. Con modo garbato si è guardata un attimo allo specchio, poi mi ha fatto cenno di continuare. Io lavoro nel mondo dello spettacolo da tanti anni. Ma in quel momento, mi sentivo come una liceale sotto esame.

Sono passata agli occhi per la sfumatura. Ho usato un bronzo miele accentuando lo sguardo con un marron-bruno lungo il cigliare, sovrapponendo una perfetta eye liner tono su tono. Infine l’applicazione di ciglia finte, sul bordo cigliare inferiore mascara nero. Ho disegnato la sopracciglia in perfetta sede attenendomi all’attaccatura del naso. Il colore scelto era un mandorla chiaro. Infine ho disegnato la bocca ingrandendola appena fuori dal vermiglio con un color corallo e al centro labbra ho applicato un “punto luce” beige satin. Avevo finito l’operazione a metà sul suo viso. Lei si è guardata con grande attenzione, scrutando tutto quello che avevo fatto. Poi mi ha guardata e mi ha sussurrato: “Brava continua!

Alla fine di quel che era stata per me non il solito trucco alla diva, ma un vero e proprio esame, Katia Ricciarelli mi ha fatto il più meraviglioso dei sorrisi e mi ha detto: “sei bravissima non solo a truccare, ma ad aver capito subito quel che desideravo. E questo ti assicuro, non è da tutti. Luminoso e naturale, il make up che prediligo!“. E prima di salutarci ci siamo immortalate con un immancabile selfie! Che dire signore mie! È proprio vero, gli esami non finiscono mai!!!

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