Alla fine arriverà Vittorio Sgarbi, proprio come recita il titolo del suo nuovo programma televisivo, “Ora ci tocca anche Sgarbi“. La trasmissione, dopo i vari tira e molla di questi giorni, dovrebbe partire regolarmente nel primetime di Rai 1 il prossimo 18 maggio, ma con delle riserve.



Prima si era parlato di un titolo-citazione di Lucio Battisti, “Il mio canto libero”, ma poi si è optato per un titolo maggiormente provocatorio. Sgarbi avrà carta bianca anche se è spinosa la questione degli argomenti: il tema portante dovrà essere infatti “il padre”, ma il critico d’arte non potrà parlare del padre per eccellenza, cioè Dio.
Anche se non è detto, dato che c’è stato un passaggio di responsabilità dal dirigente generale Lorenza Lei e il direttore di Rai 1 Mauro Mazza, che ora si assumerà le conseguenze di tutto ciò che dirà il controverso intellettuale. Dapprima si stava cercando di far slittare la puntata registrata al 25 maggio, ma poi si è tornati indietro decidendo per la diretta.
Probabilmente ora il discorso finirà dove non lo si vuole. Ma tant’è. In fondo, la censura potrebbe rivelarsi peggiore che il pensiero di Sgarbi su qualunque argomento “difficile” possiamo pensare. Sgarbi aveva pubblicato una lettera in cui metteva in evidenza le proprie qualità e quanto le decisioni della Lei fossero da lui considerate lesive per la propria dignità, dicendo anche alla stampa: “Se non sono gradito posso anche andarmene.”


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