Vittorio Sgarbi a “Domenica Cinque”, durante il programma del 22 maggio 2011 condotto da Federica Panicucci e Claudio Brachino dichiara: “Io sto bene in una trasmissione in cui c’è tanta gente che parla e io che reagisco. Io non posso e non voglio condurre, lo trovo mortificante. Cecchi Paone sarebbe stato il conduttore giusto perchè avrebbe contribuito ad equilibrare il tutto. Ho sbagliato”.



Il critico d’arte e politico italiano reduce dalla chiusura del suo programma, “Ci tocca anche Sgarbi”, sospeso dopo una sola puntata, ammette (a modo suo) i suoi errori.

“Con il flop del mio programma – dice – ho perso una battaglia, ma ho vinto il tempo per occuparmi della Biennale”.
“La cosa veramente grave è che se il contenuto discutibile di una trasmissione si misura sull’ascolto, è una tragedia. Io ho vinto su un punto: esiste ciò di cui si parla. Nessuno ha parlato del programma che ha vinto la serata in cui sono andato in onda io, il vincitore è stato occultato, il perdente è stato ovunque discusso; evidentemente erano felici della mia sconfitta e io sono felice della loro felicità”.

Diciamoci una cosa, il presunto genio, secondo noi, non ha colto il punto. Non sono gli ascolti ciò che gli si contesta, bensì il fatto che Vittorio Sgarbi è incapace di coinvolgere altre persone in una sua trasmissione. La troppa presunzione, forse non lo illumina sul fatto che “Ci tocca anche Sgarbi” è stato solo un monologo su se stesso e, evidentemente, questo non interessa a nessuno. Anzi, molti si chiedono, è Domenica 5 il posto giusto per questo strillone figlio dei nostri tempi?

Condividi con ebuzzing

LASCIA UN COMMENTO