A pochi giorni dall’inizio del Mondiale in Brasile scende in campo Massimo Giletti e la sua “Arena” che parlerà del lato violento dello sport e del calcio in particolare in una puntata speciale in onda alle 23:15 su Rai 1. “L’Arena – Morire di calcio -24-4S“, è questo il titolo dell’appuntamento con il quale il conduttore debutterà il 6 giugno 2014 nella insolita fascia oraria della seconda serata. In realtà il programma non è poi così nuovo. Si tratta infatti della stessa trasmissione delle domeniche pomeriggio grazie al quale Giletti ha raggiunto la popolarità negli ultimi anni. L’unica differenza sta nel tema affrontato: sarà interamente dedicata alla violenza negli stadi, argomento purtroppo molto attuale nel nostro Paese. La sigla presente nel titolo “24-4S” infatti, ne è una dimostrazione in quanto rappresenta il posto che sarebbe dovuto essere di Ciro Esposito, il tifoso napoletano che il 3 maggio allo Stadio Olimpico di Roma avrebbe dovuto gioire insieme alla sua squadra del cuore nel vederla alzare la Coppa Italia vinta contro la Fiorentina, e che invece si è ritrovato in un letto di ospedale, dove ancora oggi è ricoverato in terapia intensiva, in seguito ad una sparatoria avvenuta prima della partita fuori lo stadio.

L'Arena - Morire di Calcio, Massimo Giletti su Rai Uno 6 giugno 2014
L’Arena – Morire di Calcio, Massimo Giletti su Rai Uno 6 giugno 2014

Cambio di rotta quindi per Massimo Giletti e la sua “Arena”. Niente politica, niente gossip e si passerà ad affrontare esclusivamente un tema che gli sta particolarmente a cuore, a lui che è il primo ad essere un tifoso di calcio e a condannare la violenza nello sport. E’ proprio questo l’obiettivo dello speciale: condannare la violenza affinchè lo sport sia solo un momento di divertimento e condivisione. Dal 2005 Giletti domina le prime ore del pomeriggio domenicale di Rai 1 con il suo talk che inizialmente era orientato su temi leggeri ma che nel corso del tempo ha virato sull’attualità. Una scelta, questa, premiata dagli ascolti. “In questi anni questo talk anomalo ha conquistato consenso: lo considero un premio alla credibilità. – ha detto a proposito della sua promozione in seconda serata – Ce lo siamo conquistato casa per casa. E oggi 4 milioni di persone ci seguono regolarmente. L’ho voluto fortemente e ho rifiutato vari reality per ottenere questi risultati“. In questa versione speciale de “L’Arena”, il padrone di casa, classe 1962, farà un viaggio nella violenza presente nel mondo del calcio. Ci saranno le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona questa follia e in studio con lui troveremo Gabriele Paparelli, figlio di Vincenzo, il tifoso ucciso da un razzo mentre si trovava allo stadio ad assistere una semplice partita. Era un derby tra Roma e Lazio del 1979. Ma anche Paolo Rossi che era in campo nel 1985 quando in occasione della partita tra Juventus e Liverpool morirono ben 39 persone nello stadio Heysel, il presidente del Coni Giovanni Malagò e Marisa Grasso, moglie dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti ucciso a Catania nel 2007 a margine del match Catania-Palermo. Passano gli anni ma il problema rimane, segno che il Paese non riesce a sconfiggere questa enorme falla. Così ancora una volta Giletti sarà il protagonista sul primo canale della tv di Stato che l’ha lanciato come conduttore sebbene lui nasca giornalista, e mentre annuncia che nel 2015 “L’Arena” potrebbe addirittura approdare in prima serata, sogna il palco dell’Ariston. Manca infatti solo lui all’appello di coloro che non hanno mai condotto il “Festival di Sanremo“, ma è convinto che a lui non lo affideranno mai anche se si immagina presentare la kermesse musicale di Rai 1 al fianco di Piero Chiambretti.

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