Malgrado conducesse una vita nella bambagia borghese, Fiammetta Cicogna, iscritta alla facoltà di Lettere dell’università Cattolica, fa attualmente un mestiere dove si ritrova a mangiare larve nei boschi, calarsi da cascate alte decine di metri e a vagare tra lande sperdute armata di sola bussola. Questo significa, in sintesi, essere la conduttrice di “Wild-Oltrenatura“, programma da 10 per cento di share trasmesso il martedì sera su Italia1.


I love paradoss!“, esulta Fiammetta per giustificare la sua doppia indole, pacata e avventurosa assieme. Ed è più o meno la stessa linea della trasmissione che presenta, dove da un lato si esaltano le meraviglie dell’ambiente e dall’altro si lanciano servizi oltre i confini del trash: come quello titolato “Koala precipita da un palo dell’alta tensione”, o quello sullo squalo che “trascina in fondo al mare un pescatore”, o quello ancora sull’avanzata dei coyote nelle cittadine americane.

E’ lo stile con cui si fanno le cose, a segnare la differenza“, affermaa miss Cicogna. E sono parole che non le escono a caso.  Se pensiamo infatti  a “Tamarreide“, programma sempre su Italia1  possiamo ricordare che era basato su un gruppo di cafonissimi che vagava in pullman per il Belpaese.

Esperienza che lei cataloga come “divertente e istruttiva“, e dalla quale parte il suo giudizio generale sulla tv, e su chi è disposto a tutto pur di lavorarci: “Fabbrica di illusioni per generazioni viziate“, la definisce. Un crocevia di pubblico, insomma, dove non la stupiscono gli incerti ascolti su La7 delle “Invasioni barbariche” di Daria Bignardi, o del sabato satirico di Serena Dandini, perché “in questa fase il pubblico vorrebbe spettacoli meno noiosi o cattivelli”.

E se le chiedi, visto il piglio deciso, come interverrebbe lei, si lancia a suggerire “varietà più sereni”, impregnati di “una cultura che immagino a forma di cuore e profumata di lenzuola pulite…”.

Dopodiché è lecito, chiedersi quanto la simpatica Fiammetta scherzi o faccia sul serio. Ma a cancellare qualunque dubbio è lei stessa, ritraendosi come una candida e consapevole donna d’altre stagioni: una ragazza, cioè, “che non bada troppo alla carriera, che è allergica agli snobismi dei radical chic, e che se la spassa un mondo ad affrontare”, con la sua erre moscia, le sfinenti escursioni di “Wild”. “Sono appena tornata”, dice, “da due giorni massacranti sulle montagne sarde”. E già le manca, giura, l’adrenalina di trovarsi all’improvviso “da sola, faccia a faccia con le mie fragilità”.

Condizione, fa notare, che è metafora “degli ostacoli affrontati tutti i giorni sul lavoro dai miei coetanei”. E forse anche per questo, quando non passa il tempo tra arrampicate e strapiombi, la romantica Fiammetta si nasconde nelle canzoni degli anni Settanta: “A tutto campo: da un artista eterno come Lucio Battisti, al mio idolo Paul McCartney”. Tanta è la devozione per quest’Olimpo musicale, dice, “che ogni mattina mi sveglio ascoltando “Perfect day” di Lou Reed”. Sarà un caso, ma finora le ha portato bene.


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