La quarta puntata è l’ultimo appuntamento con ”Centocinquanta”, la trasmissione condotta da Pippo Baudo e Bruno Vespa, in onda in prima serata su Rai1, ha ottenuto 2 milioni 947 mila spettatori pari al 12.13 di share. In apertura la celebrazione della storia del ballo italiano: a rileggere un secolo e mezzo di valzer, tango e mambo sono stati i protagonisti di Ballando con le Stelle, capitanati da Milly Carlucci.


Il piatto forte, però è stato quello legato al tema piccante, da Paola Borboni all’esordio della rivista Playboy, passando per i primi seni nudi della cinematografia nostrana. Edwige Fenech e Gloria Guida affiancheranno Pippo Baudo e Bruno Vespa nel piccante percorso, catapultando i telespettatori nel magico mondo della commedia sexy all’italiana. A chiudere la serata un confronto sull’eterna lotta tra partigiani e Repubblica Sociale, con Mario Pirani, Giampaolo Pansa, Lucio Villari e Pierangelo Buttafuoco.
Tanta carne al fuoco per mettere a segno il sospirato gol della bandiera? Sicuramente il palinsesto non ha strizzato l’occhio allo show del Delle Vittorie, visto che la data scelta per la partenza, il 17 marzo, ha bruciato sul nascere qualsiasi prospettiva di cliffhanger.
Per chi non si fosse ancora addormentato dal tour de force in salsa commemorativa della premiata ditta Baudo/Vespa, sarebbe utile sottolineare quanto il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, faccia solo del bene a chiudere anticipatamente l’avventura patriottica (per non dire impresa eroica) di Centocinquanta. Dopo la prima puntata, il varietà sulla storia d’Italia ha perso colpi fino a cadere nella noia più letale (che avrà costretto i vecchi aficionados della prima rete pubblica ad andare a dormire prima per evitare di crollare nel letto con il telecomando in mano e la televisione ancora accesa).

A nulla sono valsi i vari tentativi di rianimare un corpo ormai senza vita. Nemmeno i travolgenti balli dei campioni di Ballando con le stelle o le scollacciate mise di Gloria Guida ai tempi della commedia sexy o il seducente bagno nella vasca piena di sapone di Serena Autieri avranno fatto sobbalzare dalle proprie poltrone, gli ignari telespettatori che, optando per una serata tranquilla lontano da omicidi, bestemmie e volgarità di ogni genere, si sono ritrovati ad assistere ad uno spettacolo vecchio e ormai passato di moda dopo la sentitissima festa del 17 marzo.


L’incompatibilità tra i conduttori e l’eccessiva pesantezza del prodotto hanno dato, infine, il colpo di grazia. C’è da chiedersi cosa resterà di Centocinquanta. Il gigantesco topless di Sophia Loren, gli scatoloni pieni di souvenir e i monologhi da terza serata ci dimostrano quanto l’enorme potenziale legato alle emozioni per il compleanno del nostro Paese sia stato rovinosamente sprecato, nonostante le ottime premesse.
Toccherà “rifarsi fra cinquant’anni” con Duecento.


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