Inizia all’insegna di Shakespeare e non solo, questa nuova stagione del  Teatro Ambra Jovinelli di Roma con un protagonista assoluto del palcoscenico italiano: il camaleontico Massimo Ranieri, che torna nuovamente in scena con Riccardo III, di cui firma anche la regia.

Massimo Ranieri al teatro Ambra Jovinelli di Roma con Riccardo III
Massimo Ranieri

Una sfida ripetuta per la seconda volta a Roma dopo il tutto esaurito del 2013. Una sfida imponente e  maestosa, come l’allestimento, che prevede in scena 18 attori avvolti in un’atmosfera cupa e tetra, resa da una scenografia fatta di luci e ombre, di bianco e nero, sfumature cardini del male e del potere, elementi che hanno reso immortale il capolavoro shakesperiano. Sono stati proprio il fascino del male, la geniale rappresentazione del potere e l’inquietante malvagità di Riccardo III ad avvicinare l’artista al testo, decidendo non solo di rivisitarlo dietro la macchina da presa, ma anche di vestirne i panni.

“Dopo averlo letto e riletto, ho capito chiaramente una cosa: Riccardo III non è soltanto un personaggio straordinario, è soprattutto un grandissimo attore. Riccardo III è il numero uno dei malvagi, è il grande genio della rappresentazione del potere: perciò, io non interpreterò un personaggio, interpreterò un attore. Del resto, non sono grandi attori tutti gli uomini di potere? Non recitano un ruolo che deve suscitare applausi, consensi, se non addirittura idolatria da parte di uomini e donne che diventano loro gli ignari personaggi della sua commedia? Riccardo, poi, indossa i costumi della malvagità meglio di chiunque altro e allora via via che continuavo a leggere e rileggere mi è apparso sempre di più in bianco e nero. Anzi, in bianco e noir. Perché se i gialli svelano le colpe dalla parte dei buoni, il noir ci fa guardare il mondo con gli occhi dei colpevoli, ci spinge a scoprire fin dove possono arrivare le radici dell’umana cattiveria. Questo Riccardo III l’ho immaginato inquietante e accogliente, proprio come quei grandi film noir che abbiamo profondamente amato. Per provare a intravedere sulla scena l’eterno mistero del male”. 

Riccardo III

di William Shakespeare

Traduzione e adattamento di Masolino D’Amico

con

Roberto Vandelli, Massimo Cimaglia,

Paolo Lorimer, Carla Cassola, Margherita Di Rauso,

Paolo Giovannucci, Giorgia Salari, Antonio Rampino,

Antonio Speranza, Alessandro Parise, Mario Scerbo

Gaia Bassi, Roberto Bani, Luigi Pisani,

scene Lorenzo Cutuli

costumi Nanà Cecchi

light designer Maurizio Fabretti

musiche originali Ennio Morricone

Regia di Massimo Ranieri

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