Il Festival di Sanremo è la manifestazione canora più importante d’Europa. Le Televisioni di tutte le nazioni si sintonizzano ogni metà febbraio su Rai Uno per seguire i beniamini di sempre e le nuove proposte dei giovani cantanti. In 64 anni questo spettacolo ha subito molte modificazioni nella moda, nello stile e nei comportamenti dei suoi partecipanti. Il primo festival, per esempio, fu tenuto nel Salone delle feste del Casinò di Sanremo.
Le cantati e i cantanti indossavano abiti elegantissimi, per esempio Nilla Pizzi aveva un lungo abito bianco ricamato. Gli uomini in giacca e pantaloni scuri, scarpe lucide e un vezzoso farfallino al posto della cravatta. Achille Togliani aggiunse al taschino della giacca un fazzoletto ripiegato che spezzava lo scuro dell’abito (da tenere presente che a quell’epoca non esisteva ancora la RAI TV e i fotografi facevano del loro meglio per riprendere gli artisti).

Patty Pravo sexy Sanremo 2009
Patty Pravo: Icona della sensualità e della trasgressione a Sanremo

L’eleganza dei primi due decenni di Festival era un obbligo, lo stile dell’epoca imponeva ai cantanti di non gesticolare, non fare smorfie e non “dare scandalo” con abiti poco consoni alla manifestazione. I censori erano molto severi al proposito e il “bon ton” era il vangelo da cui traevano i loro giudizi. Erano i tempi in cui un uomo si levava il cappello per salutare una signora e molto spesso doveva pure baciarle la mano. Il bon ton è un atteggiamento, un’attenzione, un tatto particolare, uno stile di vita che aiutava a non essere importuni o a mettere a proprio agio coloro che stavano vicini. Era, insomma, uno stato mentale che si rifletteva nei comportamenti, negli abiti e obbediva a precise ferree regole.

Mina Sanremo anni '60
Mina Sanremo anni ’60

Col passare degli anni e dei Festival, la vita degli italiani col benessere sopraggiunto negli anni ’60, aprì una breccia a questa rigida visione della vita. Arrivò Mina, Tony Dallara e una prima ventata di novità cercò di spazzare via il grigiore del passato ingessato e noioso. Mina si presentò con uno splendido abito più corto, da cui si intravedevano le ginocchia. Mina poi muoveva le mani nel classico modo in cui siamo stati abituati e, per quegli anni fu una vera rivoluzione. Tony Dallara si esibì nel suo classico “saltino”, buttando all’aria dieci anni di interpreti immobili. Negli anni ’70, con la contestazione e il fenomeno beat, i costumi e gli atteggiamenti dei cantanti cambiarono ancora: le gonne si accorciarono di più, ritirandosi sopra il ginocchio, casacche punk e acconciature da marziani deliziarono il pubblico dei giovani. Personaggio di punta dell’epoca fu Anna Oxa che ebbe un grande successo con “Un’emozione da poco”. Fuori dal cinema Ariston, gruppetti di contestatori portavano avanti la loro battaglia mentre dentro l’Ariston Antoin infrangeva un altro tabù ballando con una ballerina. Naturalmente alcuni cantanti rimanevano fedeli al vecchio stile, come “I Matia Bazar”: abito scuro e farfallino al collo. Anche i completi dei presentatori non subirono cambiamenti nei 64 anni di Festival: scarpe lucide, farfallino e abito scuro.

Anna Oxa Sanremo 1999
Anna Oxa Sanremo 1999

Dagli anni ’90, rifluita la follia punk, rock e digerita la contestazione, i canoni dell’eleganza rientrarono in un binario più tranquillo. I cantanti erano oramai liberi di muoversi e agghindarsi come volevano senza occhiuti censori alle spalle e gli abiti esibiti secondo la moda del momento. Fra i cantanti, via cravatte e farfallini, addirittura qualcuno si presentava senza giacca e cravatta e le artiste mostravano ampie scollature e gonne cortissime o spacchi vertiginosi, come le vallette Anna Falchi e Claudia Koll.
Negli anni del nuovo secolo, la moda ebbe una svolta epocale. Cantanti giovani vestiti con blu jeans e maglietta, le artiste con i pantaloni e mise trasparenti al limite del vedo/non vedo, come l’inossidabile Patty Pravo. Sono passati più di sessant’anni dal primo Festival ma sembrano secoli e gli spettatori lo vivono ancora con allegria e gioia. Siamo sicuri che anche questa 65esima edizione ci regalerà bellissime canzoni e un ottimo spettacolo.
Perchè Sanremo è Sanremo!

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