Valentino Garavani, il re del rosso per eccellenza, ha sorpreso tutti con la presentazione di una collezione total white che per l’appunto omaggia il colore bianco assoluto: eleganza, seduzione e raffinatezza il bianco parla attraverso i tessuti e un’attenta cura al dettaglio che affianca al bianco colori dalle nuance delicate, come un oro dai toni chiarissimi che colora il tacchetto di un paio di stivaletti bianchi assolutamente chic.

Valentino Garavani sfilata Haute Couture Whitney Museum Art New York
Valentino Garavani sfilata Haute Couture Whitney Museum Art New York

Lo stilista non poteva che scegliere una cornice fantastica per presentare questa collezione inedita: si è sfilato al Whitney Museum Art di New York, per festeggiare l’apertura della boutique, realizzato in marmo di Carrara, sulla Fifth Avenue. Quaranta sette look per raccontare questa capsule esclusiva, curata da Maria Grazia Chiuri e  Pierpaolo Piccioli, direttori creativi del marchio che hanno così esordito durante un evento di grande valore.

Il ritorno al total white infatti richiama un importante pezzo di storia della maison, richiamando la collezione in bianco del 1968: tra i look vi fu anche quello scelto da Jackie Kennedy per il suo matrimonio con Aristotele Onassis. Una sfilata quindi che sorprende dopo le numerose collezioni in rosso, ma che celebra la storia di un marchio che ha vestito star e donne rilevanti della storia del costume e della moda.

Il bianco naturalmente non può che ricondursi alle nozze, al matrimonio ed ecco allora che la collezione celebra proprio il candore e la leggerezza delle spose. Abiti e giacchette bianche dall’effetto lucido, tute e abiti che si modellano sul corpo mescolando svariate texture. Si gioca con la trasparenza, sempre elegantissima e mai volgare con il suo gioco sospeso tra nude look ed effetto “vedo e non vedo”.

Valentino però mette in guardia sull’uso del bianco, invitando ad indossarlo con una certa parsimonia: “Se fai qualcosa di sbagliato, se non è perfetto, è un disastro”.

LASCIA UN COMMENTO