Giochi del Commonwealth 2014, a distanza di circa un anno, è sceso in pista Usain Bolt, per gareggiare nella staffetta 4×100. Dopo tanto tempo la grandezza del campione giamaicano sembra non essere scomparsa;  anzi insieme ai suoi compagni (Ashmeade, Livermore, Bailey-Cole) ha vinto l’ennesima medaglia d’oro. Il ritorno dell’atleta, ha regalato le solite emozioni e soprattutto ha soddisfatto lo stesso Bolt: “Penso di aver fatto abbastanza sui 100. So che la gente vuole vedermi correre sempre più veloce in quella gara, ma adoro i 200 e voglio fare qualcosa di speciale per me. Il mio obiettivo principale sono i 200”.
I numerosi fan della disciplina, presenti all’Hampden Park di Glasgow hanno assistito non solo al ritorno del primatista ventisettenne, rimasto fermo a causa di un pesante infortunio, ma hanno anche festeggiato la sua vittoria.

Usan Bolt porta la Giamaica alla vittoria nella staffetta 4x100 ai Giochi del Commonwealth a Glasgow
Usan Bolt porta la Giamaica alla vittoria nella staffetta 4×100 ai Giochi del Commonwealth a Glasgow

In un’intervista alla BBC, il re dello sprint non ha nascosto la sua gioia e al contempo la tristezza, si proprio la delusione, per non aver potuto partecipare alle gare individuali. Un campione della sua portata avrebbe dato il massimo anche come singolo, oltre a vincere la medaglia insieme alla squadra come quarto staffettista; insomma, la freccia nera ha fatto un ingresso in grande stile con una gara vinta in 37”58 (record nella manifestazione) lasciando in seconda e terza posizione gli atleti di Inghilterra (con 38”08) e Trinidad and Tobago (38”10).
Mentre la Giamaica festeggia il primo gradino del podio (una supremazia che, soprattutto grazie a Bolt, dura da anni) il numero uno dei 100 e dei 200, pensa a se stesso e al momento in cui tornerà, su tutti i fronti, a essere l’unico e indiscusso campione dell’atletica.
“Voglio correre i 200 sotto i 19 secondi (19″19 è il record del mondo), è uno dei miei obiettivi, è un sogno, e mi allenerò al massimo per provarci”. Sui Giochi del Commonwealth ha continuato il campione: “Mi rattrista il fatto di non aver corso gare individuali, il clima e l’energia del pubblico erano meravigliose. Tutto è stato perfetto”.
Oltre ai progetti per il futuro Usain Bolt conclude con una battuta rivolta alla sua squadra del cuore, il Manchester United e all’allenatore dei Red Devils: “Van Gaal è una garanzia, è solido e sono felice che lo United stia tornando. Magari, quando mi ritirerò, potrei parlare con il mister e trovare un posto nel suo staff”.

Chissà, forse, il futuro dello sportivo giamaicano sarà nel calcio, nella Premier League: o come dirigente, o da calciatore, quest’ultimo un sogno che Bolt ha sempre confessato di voler realizzare; a tal punto che, tempo fa, i bookmakers scommettevano sul suo ingresso in campo con la maglia dello United. Allora, probabilmente, raggiunti tutti i record in atletica, la società inglese potrebbe accontentare Bolt e farlo scendere in campo come giocatore, anche solo per una partita.

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