Il campionato di Serie A è rimasto fermo e a dare emozioni agli appassionati di calcio dovrebbe essere la nazionale di Antonio Conte, che però ieri sera nella partita di qualificazione per gli Europei 2016 non è riuscita ad andare oltre il pari contro la Croazia di Niko Kovac. L’Italia domenica sera è scesa in campo di fronte ad un pubblico accorso allo Stadio San Siro per sostenere gli azzurri, ma alla fine la formazione del mister pugliese si è dovuta accontentare dell’1 a 1; si tratta del primo pareggio della breve carriera del tecnico leccese da CT, visto che fino a oggi la sua squadra ha sempre vinto tutte le partite disputate. L’allenatore ex Juve ha scelto in avvio di gara di mettere in campo una formazione priva in partenza di due pezzi importanti, e cioè Leonardo Bonucci squalificato e Andrea Pirlo infortunato: ha schierato quindi un 3-5-2 con Buffon, Darmian, Ranocchia, Chiellini, De Sciglio, Candreva, De Rossi, Marchisio, Pasqual (28′ Soriano), Zaza (18′ st Pellé), Immobile (7′ st El Shaarawy).

L'Italia pareggia contro la Croazia nella quarta gara di qualificazione per Euro 2016
L’Italia pareggia contro la Croazia nella quarta gara di qualificazione per Euro 2016

Italia – Croazia finisce con il pareggio – Qualificazione Euro 2016

La partita inizia bene per la nazionale nostrana che al minuto 11 passa avanti quando prima Simone Zaza appoggia dal limite dell’area per Antonio Candreva che segna dai 20 metri calciando di destro; arriva dunque il vantaggio degli azzurri e la prima rete in nazionale per il centrocampista della Lazio. La partita prosegue ed esattamente qualche minuto dopo al quindicesimo del primo tempo Perisic porta i biancorossi in parità approfittando di una papera di Gigi Buffon al momento del tiro in diagonale. Il risultato non cambia e questo è il commento a fine gara di mister Conte: “Non era semplice, si è messo di mezzo anche il problema di Pasqual. Abbiamo fatto debuttare Soriano in una partita contro una squadra più rodata di noi, con grande esperienza e qualità. La nostra è una squadra che non si arrende, che ha voglia di fare ma che può dare di più”. Infatti, prima della fine del primo tempo le due squadre perdono due calciatori, l’Italia subisce l’infortunio di Manuel Pasqual, e al suo posto entra il debuttante Soriano; e per la squadra di Kovac esce il calciatore del Real Madrid Luka Modric ed entra Mateo Kovacic (giocatore interista che quindi è di casa a San Siro).
La partita è emozionante soprattutto per Daniele De Rossi che affronta la sua centesima presenza in nazionale, davanti a tanti nomi illustri visto che sugli spalti ad assistere alla gara valida per le qualificazioni a Euro 2016 ci sono Filippo Inzaghi (allenatore del Milan), Marcello Lippi e Roberto Mancini (da poco chiamato a guidare l’Inter).

La perdita per la squadra azzurra del giocatore della Fiorentina, costringe il CT azzurro a cambiare modulo, dando prova di poter variare anche gli schemi in corsa ed ecco il suo pensiero in merito: “Il cambio di modulo era necessario, perché per via degli infortuni la situazione era ‘raffazzonata’. Abbiamo usato la difesa a 4 e abbiamo perso un po’ i punti di riferimento, ma c’è stata la voglia di raccogliere un risultato positivo”. La gara però si tinge anche di un momento di violenza quando nel corso del 31esimo minuto del secondo tempo dal settore dei tifosi croati partono dei fumogeni e dei petardi che arrivano addirittura in campo; la situazione degenera e quindi l’arbitro del match, l’olandese Kuipers decide di sospendere il gioco e mandare tutti negli spogliatoi. Nel frattempo mentre i tifosi biancorossi aggrediscono gli steward, la Polizia ristabilisce la calma e l’incontro riparte dopo dieci minuti. Dopo la gara, alcuni rappresentanti della nazionale biancorossa da Modric a Kovacic si sono scusati sostenendo che: “Quei tifosi non rappresentano la Croazia”; i soggetti più facinorosi, infatti, secondo quanto riportato dal responsabile della sicurezza della Croazia avrebbero comprato i biglietti individualmente e tramite dei prestanome italiani. Il perché delle loro proteste sarebbe da individuare nei confronti del presidente locale della federazione croata.
Quando la partita riprende, s’intravede la superiorità della nazionale in trasferta, e Conte dà la sveglia ai suoi ragazzi al momento dei cambi e dell’ingresso di Stephan El Shaarawy e di Graziano Pellè che scuotono i compagni, ma non cambiano il risultato. Un pari, comunque, che permette a entrambe le squadre di restare solide in testa al girone con dieci punti ciascuno; e sicuramente di fronte ad un’avversaria ben costruita, è meglio condividere le parole del Faraone nel post partita: “Gran bel punto, ce lo teniamo stretto”.
Domani sera nel frattempo arriverà il secondo impegno della nazionale azzurra in questa sosta di novembre, i ragazzi di Conte giocheranno a Genova contro l’Albania per dare una mano tramite il ricavato alla difficile situazione di tutta la Liguria e della città stessa, colpita tuttora dalle forti piogge.

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