Dannatamente bello e ribelle, con la capacità innata di coinvolgere la platea: era questo e altro ancora Rudolf Nureyev, il ballerino che rivoluzionò la danza fino a diventarne la sua quintessenza. Sono già trascorsi 23 anni dalla sua morte, ma ancora nessuno ha dimenticato quella versatilità e quell’energia che lo resero unico al mondo. Artista straordinario che rese la danza terreno fertile anche per i ruoli maschili, fino ad allora quasi delle comparse in scena, semplici “porteur”. Attraverso la cura dei particolari, della mise en scene, di coreografie sempre più focalizzate sull’uomo, Nureyev riuscì a invertire l’intero sistema.

Noureev Nureyev
Noureev Nureyev

E poi ancora indimenticabile quella forza e quel coraggio con cui affrontò la sua sieropositività. Fu una delle prime vittime illustri dell’AIDS Nureyev, e per mesi lo stesso ballerino volle tenere il suo pubblico ma anche se stesso all’oscuro di tutto, rifiutando qualsiasi cura e auto convincendosi di essere affetto da altre malattie,  ma la perdita della prestanza fisica e del suo fascino lo misero di fronte alla tragica realtà. Una realtà che però non lo lasciò senza il calore dei suoi ammiratori. Noureev Nureyev volle apparire in pubblico fino alla fine: indimenticabile la standing ovation al Palais Garnier prima che la morte lo cogliesse il 6 gennaio 1993.

 

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