Javier Zanetti ha deciso di dire basta. Dopo 19 anni trascorsi all’Inter abbandona il calcio giocato all’età di 40 anni, per sedersi, a detta di Massimo Moratti, dietro la scrivania di Corso Vittorio Emanuele, sede del club nerazzurro, nelle vesti di vicepresidente. Il capitano dell’Inter, Javier Zanetti, ha salutato i suoi tifosi dalla sua ‘seconda casa’, ovvero lo stadio San Siro, sabato 11 maggio. Lo ha fatto nel migliore dei modi con una prestazione fantastica e conseguente vittoria della “sua” Inter per 4-1 ai danni  della Lazio. E’ stata senza dubbio una serata commovente per il popolo interista ma in generale per tutti gli amanti del calcio, perchè lo sport più amato dagli italiani perde un grande giocatore ma soprattutto perde un grandissimo uomo di sport. In tutti questi anni ha dimostrato di essere prima di tutto una grande persona e poi un calciatore con una professionalità e una classe fuori dal comune. Mai sopra le righe, mai al centro di polemiche o di gossip, mai una parola contro allenatori o compagni di squadra.

Javier Zanetti festeggiamenti a San Siro, il capitano dell'Inter diventa dirigente
Javier Zanetti termina la carriera da giocatore e inizia quella da dirigente

Sempre dedito al lavoro e alla famiglia, Javier Zanetti, è sempre stato un calciatore modello come ce ne sono pochi in giro. Un punto di riferimento in campo e fuori. L’Inter dunque, perde un pilastro della sua difesa, anche se spesso e volentieri Zanetti veniva utilizzato a centrocampo. Era insomma un jolly il numero 4 dell’Inter. Dal 1999, dopo l’addio di Giuseppe Bergomi, è diventato il capitano della squadra neroazzurra. Con la maglia dell’Inter ha vinto molto ed è stato uno dei protagonisti del famoso “triplete” di Josè Mourinho. Il giocatore dopo la partita con la Lazio ha salutato tutti, tifosi e compagni, senza però versare lacrime ma ha detto: “Sto piangendo dentro per tutta questa allegria, questo affetto che mi hanno dimostrato i tifosi. Credo che sarà indimenticabile. Ho tantissime immagini, sono tanti anni che difendo questa maglia, indosso questa fascia. E’ incredibile. Per la carriera che ho fatto devo ringraziare la gente, la famiglia Moratti per tutto l’amore che mi hanno dato“. E’ stato felice l’argentino di aver giocato nella Milano neroazzurra ed è stato contento e commosso dell’affetto che gli hanno dimostrato i tifosi con striscioni, magliette e cartelloni, ma soprattutto convinto della sua scelta di dire addio ai campi di calcio e ha ammesso: “Era arrivato il momento di smettere, il mio grande obiettivo era tornare in campo dopo l’infortunio dello scorso anno. Prendere questa decisione non è stato facile ma ho dato tutto quello che avevo, lascio stando bene fisicamente e mentalmente e spero di dare tanto in un’altra veste“. Appese le scarpette al chiodo infatti, si prospetta ora per lui una nuova carriera. Quella da dirigente. Massimo Moratti, presidente onorario della sua Inter, che di Zanetti ha sempre avuto grandissima stima, ha così commentato il suo addio: “Con lui abbiamo vinto tanto, tutto, ma io credo che una persona con la sua professionalità, il suo cuore,meritasse questo, meriti il nostro affetto, il nostro amore, il nostro ricordo per sempre“; e per lui ha già pensato ad una nuova carica: “Io avevo pensato-confessa Moratti- a un ruolo da presidente. So che c’è la vicepresidenza che immagino sia qualcosa di prestigioso per lui. Sono felice che sia stato pensato questo. Starà a lui far bene in questo ruolo,ma sarà certamente così perchè ha la testa giusta“.

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