Tante star nostrane in questi giorni sono state paparazzate mentre si spalmavano le creme prima e durante l’esposizione al sole: da Ilary Blasi a Rosita Celentano a Stefania Orlando e Nina Soldano, ma il risultato della ricerca lo avranno letto? Da uno studio scientifico condotto in Australia (e non sponsorizzato da aziende cosmetiche!) per oltre 4 anni e che ha visto la partecipazione di 903 volontari tra i 25 ed i 55 anni,  si è evidenziata la realtà del fotoinvecchiamento, ma anche la possibilità di evitarlo.

Vip in bikini, le creme solari e il fotonvecchiamento
Vip in bikini, le creme solari e il fotonvecchiamento

Attraverso l’utilizzo di creme solari ad ampio spettro, quindi quelle capaci di proteggere dai raggi UVB, ma anche soprattutto dai raggi UVA. I risultati sono stati confermati da un altro studio effettuato  da La Roche Posay che evidenziano come l’applicazione quotidiana di una crema idratante con fattore di protezione ad alto spettro previene le reazioni molecolari di geni legati all’invecchiamento cutaneo.

Da usare tutto l’anno, anche quando il cielo è nuvoloso, perché gli UVA passano anche attraverso le nuvole. Le creme solari con protezione superiore a SPF15 hanno un effetto maggiore, ma di poco rispetto a quelle con fattore di protezione inferiore. I solari hanno fattori protettivi contro gli UVB riconoscibili  con sigle che vanno dai 15 ai 50 SPF, invece la protezione UVA appare come UVA-PF,PPD,PA o IPD.  Quindi utilizzare sempre creme idratanti che contengono filtri per raggi sia UVB sia UVA ce ne sono ottime in commercio.

Interessante la parte dello studio che riguarda la nutricosmetica infatti gli integratori alimentari quali il betacarotene sono ottimi per avere un buon colorito, ma sembrano alquanto inefficaci per ridurre l’invecchiamento cutaneo.

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