Alessio De Angelis da domenica 14 dicembre sarà su Gente Vip con la rubrica “I segreti della storia”. Classe 1994, inizia precocemente la sua attività di ricercatore storico. A dodici anni diviene noto sui giornali per il suo studio relativo alla esistenza storica di Gesù. Pubblica il suo primo libro di storia comparata, “Giovanni il Galileo” ovvero Gesù, all’età di quattordici anni. L’anno seguente e nell’arco dei due anni successivi pubblica la trilogia, scritta a quattro mani con suo padre, Oltre la mente di Dio voll. I-III, un compendio di studi biblici dove mette a confronto l’antico testamento con i testi ugaritici e nei quali affronta la questione del “Gesù della storia“. Terminati gli studi classici, si iscrive all’ Università di Roma “La Sapienza”, nella facoltà di Lettere Classiche, dove si interessa anche di glottodidattica, ovvero lo studio dei più efficaci metodi di insegnamento del Latino Moderno, senza l’apprendimento necessario della grammatica. All’età di 20 anni fonda la casa editrice Altera Veritas per la ricerca storica delle vicende dell’antico e del nuovo testamento e della storia e della religione Romane. A dicembre 2014 pubblica il suo quinto libro, di cui è coautore insieme al padre Alessandro De Angelis: “Il figlio segreto di Gesù“, grazie al quale viene riesumata la figura storica dimenticata del figlio del messia cristiano.

Alessio De Angelis presenta il libro "Il figlio segreto di Gesù"
Alessio De Angelis presenta il libro “Il figlio segreto di Gesù”

Come è nato il desiderio di scoprire la verità sull’esistenza di Gesù?
Mio padre Alessandro De Angelis, scrittore e ricercatore antropologo, mi ha sempre spronato e incitato allo studio e alla ricerca della storia. Egli, piuttosto di darmi una educazione “ortodossa”, ha preferito farmi dono della cultura, di modo che io potessi comprendere da solo come relazionarmi all’interno della società. Grazie alla sua passione, sin dalla più tenera età assistevo quasi quotidianamente a conferenze di argomenti storici e in particolare cristologici, così arrivai a terminare le scuole elementari avendo già una discreta conoscenza dell’argomento. Questo mi permise già alla scuole medie di condurre le mie prime ricerche di analisi storica e di iniziare a dodici anni la stesura del mio primo libro di cristologia.

Essere cattolici significa credere in Dio e accettare i dogmi della fede. La fede non è razionalità… Perchè dovremmo conoscere i “Segreti della storia”?
I miei studi non sono rivolti ai fedeli di religione cristiana e non hanno come scopo quello di mettere in discussione i dogmi e le credenze personali. Tuttavia ciò non può nemmeno essere un limite per la ricerca storica della figura di Gesù. Per questo motivo gli esperti sono soliti creare una divaricazione tra il Gesù della fede, ovvero la credenza soggettiva secondo la quale un uomo di nome Gesù e vissuto nella Palestina del I secolo d.C. sia da identificare con il figlio di Dio, e il Gesù della storia, vale a dire ciò che di Gesù possiamo ricostruire o restituire attraverso i moderni metodi della ricerca storica. Oggi giorno si tende troppo spesso a dare per scontato ciò che sappiamo della storia. In verità ciò che noi definiamo “storia” non sono altro che ipotesi, ricostruzioni arbitrarie ritenute dagli esperti più o meno attendibili e queste ricostruzioni sono per natura approssimate. Numerosi aspetti o vicende della nostra storia sono ancora oscure e tutte da scoprire, da qui nasce la necessità di andare alla riscoperta di un mondo perduto che spesso ci rivela sorprese che neanche immaginiamo.

Cos’è il Latino Moderno?
Il Latino Moderno è un adattamento per l’epoca contemporanea del latino antico, la nobilissima lingua parlata dai nostri antenati il cui uso rimase “vivo” per le questioni scientifiche fino a non molto tempo fa. È stato recentemente enfatizzato che il latino sia una lingua “morta”. La definizione di “lingua morta” fu in origine inventata dai francesi con lo scopo di sottrarre al latino la sua funzione di lingua internazionale, la medesima funzione che oggi ricopre l’inglese. In realtà vi sono numerose comunità che ai giorni d’oggi parlano un Latino Moderno. Il Latino Moderno è una lingua più semplice dell’italiano e risulta di facile apprendimento per tutte le lingue neolatine che devono proprio al latino l’origine della loro lingua. Il problema al giorno d’oggi è che il latino viene insegnato in maniera noiosa e sbagliata. Non si può pretendere, per fare un esempio attinente, che una persona che non sia in grado nemmeno di parlare un inglese medio-basso di punto in bianco si metta a tradurre Shakespeare. Eppure è proprio ciò che oggi accade quando agli studenti viene chiesto di tradurre l’Eneide di Virgilio o i testi di Cicerone. La conseguenza è che per tradurre un testo di poche righe gli studenti impiegano intere ore, iniziando a odiare questa lingua. Con i nostri metodi siamo in grado di insegnare in pochi mesi un latino fluente anche a chi non ha mai studiato questa lingua e, soprattutto, senza dedicare interi pomeriggi allo studio della grammatica.

Ci spieghi l’importanza di questo nuovo metodo di insegnamento?
Grazie a questo innovativo metodo di insegnamento siamo in grado di insegnare a chiunque l’uso quotidiano del Latino Moderno in brevissimo tempo. Oltre a offrire una migliore preparazione agli studenti italiani, questo metodo può ipoteticamente essere esteso a qualsiasi altra lingua, agevolandone lo studio. Inoltre stiamo per partire con un progetto internazionale grazie al quale saremo in grado di offrire notevoli vantaggi sociali ed economici a chiunque sarà in grado di parlare questa lingua.

Il tuo motto?
Roma Renovata Resurgat.

Un consiglio ai lettori di Gente Vip
Mi rivolgo soprattutto alle mamme. In un paese in crisi dove per sbarcare il lunario è necessario che entrambi i genitori lavorino, si ha sempre meno tempo da dedicare all’educazione dei propri figli, da ciò la necessità di affidarli temporaneamente alle “infantariae” (termine con cui in Latino Moderno si denominano le “baby-sitter”), che raramente si occupano anche della educazione del bambino. Come naturale conseguenza, la crisi non colpisce solo il settore economico, ma anche quello domestico, familiare. Roma nell’arco di tremila anni di storia ci ha lasciato un patrimonio culturale smisurato, inestimabile e invidiato dal resto del mondo: non lasciamo che questo patrimonio venga dimenticato dai nostri figli. Offritegli la cultura: l’educazione verrà da sé.

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