10 Novembre 2014, questa è la data che i milioni di fan nel mondo dei Pink Floyd vivono con grande attesa e trepidazione: si chiama “The endless river” il nuovo album della band che  segna il ritorno sulla scena musicale di uno dei gruppi inglesi più amati di sempre. Tradotto letteralmente “Un fiume senza fine”, rappresentato visivamente anche sulla copertina presentata in anteprima: un grande manifesto pubblicitario è stato messo in Via Turati a Milano su un grande palazzo, raffigurante un uomo che si imbarca verso quello che sembra essere un tramonto. Un’immagine che ci può aiutare a scommettere su quali potrebbero essere i temi in questo del nuovo lavoro discografico della band.

Il ritorno dei Pink Floyd con il nuovo album 2014 The endless river
Il ritorno dei Pink Floyd con il nuovo album 2014 The endless river

Pink Floyd The endless river – Quindicesimo lavoro, l’album nasce come frutto delle ultime registrazione in studio realizzate da David Gilmour e Nick Manson, insieme a Richard Wright, scomparso nel 2008. Diviso in quattro parti, l’album contiene circa venti tracce strumentali estrapolate dal materiale sonoro della recording session avuta luogo al Britannia Row e Astoria Studios. Solo una traccia è anche vocale: si tratta di “Louder Than Words”, testo scritto dalla moglie di Wright, Polly Samson, presente nell’ultima sezione dell’album. E’ a Wright che è sopratutto dedicato l’album, come ha spiegato Gilmour in un’intervista  al magazine uncut: “Il disco nasce dalla session per Division Bell del 1993. Abbiamo ascoltato oltre 20 ore di musica suonata da noi tre e abbiamo selezionato ciò su cui volevamo lavorare per questo nuovo album. Nel corso dell’ultimo decennio abbiamo aggiunto delle parti nuove, ri-registrato delle altre e reso attuale la vecchia tecnologia di studio di allora, in modo da avere un nuovo album dei Pink Floyd da 21° secolo”.

A firmare la copertina, che tra i fan ha già destato voci contrastanti, non è lo storico artista Storm Thorgerson, morto nel 2013 ma l’artista digitale egiziano Ahmed Emad Eldin, che ha realizzato la sua opera a partire da un’immagine.

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