Evidentemente la presentazione in anteprima di “Art Pop”, nuovo album e sudato lavoro di Lady Gaga che ha già scalato le classifiche digitali di tutto il mondo su iTunes, in versione tedesca era stata troppo tranquilla ed intimista per convincere del tutto la cantante che stavolta ha pensato di realizzare un rave party a Manhattan per il lancio del suo nuovo lavoro discografico. E così ecco 1.800 fans o meglio Little Monsters, trans e ballerine all’assalto per celebrare l’uscita globale di “Art Pop”, e a decorare l’atmosfera cinque sculture giganti della “Queen of Pop” firmate da Jeff Koons, l’ex marito di Ilona Staller.

Jeff Koons firma la copertina di Artpop della Germanotta
Lady Gaga, è di Jeff Koons la cover di Artpop

Il party però era tuttavia molto esclusivo, un rave misterioso a cui hanno avuto accesso solo fedelissimi e grandi nomi: da Marina Abramovic, l’artista visiva che ha aiutato la cantante ad uscire dal tunnel delle canne, a il coroner Tony Bennet che ha cantato con Lady Gaga “The Lady is a Tramp”, e ancora a Christian Siriano che è protagonista di Project Runaway e il rapper Twista che ha firmato con Gaga il brano “Jewels ‘n Drugs”. Questi i grandi artisti che si sono alternati sul red carpet, su cui non è mancata la presenza di Koons che ha realizzato per la neo regina del pop un’opera megalomane e che ha speso parole profonde nel descrivere ciò che lo ha spinto a collaborare al rave party: “ Sono commosso dalla sua generosità e dal significato e l’impegno che mette nel trasmettere il suo messaggio di aiutare i fan a realizzare il proprio potenziale”, ha affermato l’artista.
L’arte visiva è stata una componente fondamentale per la grandiosità visiva dell’evento ma anche della massiccia promozione del lavoro discografico: sempre Koons infatti ha realizzato per la Germanotta anche la copertina di “Art Pop”, ritraendola nuda con una sfera di vetro blu tra le gambe.

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