Sono dure e affilate le parole di Ivano Fossati, protagonista della giornata d’autore del Medimex di Bari, il salone dell’innovazione musicale che ha aperto in maniera strepitosa con l’arrivo di Vasco Rossi che ha presentato in anteprima il suo nuovo album “Sono Innocente”,  al centro del quale c’è tutto ciò che riguarda la musica, e soprattutto la musica stessa. E’ Gino Castaldo, autorevole critico musicale di Repubblica a stimolare la conversazione con Ivano Fossati: ormai è diventato sempre più difficile vedere in giro il cantautore genovese, ma quando viene invitato in occasione di eventi importanti non si tira mai indietro, ma anzi regala riflessioni stimolanti e accese. Per chi ama la musica, quella pura e vera, sentir parlare Ivano Fossati è un piacere immenso, ed è quello che accade ai numerosi musicofili che hanno assediato il Medimex.

Medimex di Bari, Ivano Fossati incita i giovani ad andare controcorrente
Medimex di Bari, Ivano Fossati incita i giovani ad andare controcorrente

Ivano Fossati al Medimex di Bari “Sento troppi brani stupidi”

Al centro della discussione con Castaldo c’è la canzone, e le forme che ha assunto dagli anni ’70 fino ad oggi: quella di ieri una canzone militante, quella di oggi una canzone vuota e disimpegnata destinata a non restare e a non segnare il nostro presente. “Dicono che siamo un paese corrotto, che c’è troppa immigrazione, ma quando accendo la radio in macchina sento solo canzoni che cantano sciocchezze: ma come mai? Eppure qualunque argomento si può trattare con leggerezza, nei modi adatti anche al 2015. L’innovazione è anche questo: che cosa debbo dire, alla gente, in che modi?”, così interviene Fossati che denuncia il disinteresse della canzone attuale.

Inoltre ai musicisti di oggi Fossati invita ad il coraggio di saper andare controcorrente, solo così potranno fare la differenza quindi saper uscire da quello che è il prodotto di oggi, manovrato dai produttori: “Non c’è niente che paghi di più che andare controcorrente, e non ascoltare i consigli. Il produttore non deve orientare, ma seguire l’ispirazione dei ragazzi. Cantare cose vuote, non serve a niente“. Fossati chiede quindi alla musica di tornare ad avere un ruolo rilevante, al pari del cinema e della letteratura, capace di segnare l’immaginario collettivo, oggi come domani.

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