I Duran Duran arrivano in Italia. Scoppia l’attesa. La band icona del pop ha confermato che porterà il Paper Gods Tour anche in Italia. Il tour segue la pubblicazione dell’ultimo album dei Duran Duran, Paper Gods, uscito lo scorso settembre.

Nel corso della loro brillante carriera, i Duran Duran hanno ottenuto cinque prestigiosi Lifetime Achievement Awards e altri riconoscimenti importanti, tra cui MTV Video Music Awards, Brit Awards, Ivor Novellos, Q Magazine e Spanish Ondas. Rimasti nel cuore dei fan italiani i Duran Duran, gruppo musicale nato a Birmingham nel 1978 e capitanata dalla voce di Simon Le Bon, restano anche nella storia della musica internazionale per aver venduto coi loro 30 album oltre 80 milioni di dischi in tutto il mondo, fra album e singoli.

Ora i Duran Duran tornano a deliziare il pubblico italiano con alcune date del loro Paper Gods Tour, saranno infatti il 5 giugno al Teatro Antico di Taormina, il 7 giugno a Postepay Rock in Roma, l’8 giugno all’Arena di Verona, il 10 giugno all’Arena Visarno di Firenze e il 12 giugno a Street Music Art di Milano. Esordendo nel 1981 con l’album “Duran Duran” (EMI Records), il gruppo ha poi conosciuto il grande successo nel 1986 con l’album “Notorious”, segnando cosi indelebilmente gli anni ’80 pur continuando negli anni la loro professione.

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Duran Duran 

Sempre avanti nello studio di nuovi modi di proporsi al pubblico, i Duran Duran avevano già in passato descritto in modo perfetto il loro senso della musica e modo di lavorare:“Siamo cresciuti in un tempo, gli anni settanta, quando artisti come David Bowie e i Roxy Music in Inghilterra facevano cose che erano molto inconsuete coi loro dischi. Bowie cambiava ad ogni album e si reinventava. I loro spettacoli erano sempre qualcosa di speciale. Suppongo che abbiamo imparato un sacco da loro. Quando abbiamo formato il gruppo sapevamo di volere che fosse qualcosa di differente da ogni altra cosa esistente. Volevamo scolpire il nostro suono, la nostra identità, e così quando abbiamo sviluppato queste idee per la prima volta, abbiamo messo tutto dentro. Volevamo utilizzare i migliori fotografi. Quando organizzavamo i concerti volevamo assicurarci di avere a disposizione le luci migliori e gli sfondi migliori, e così per la copertina degli album, i caratteri, e tutto quel genere di cose. E i video sono stati una grossa parte di tutto quello perché si trattava di una nuova tecnologia che era appena uscita. Penso che per la prima volta le persone abbiano iniziato a pensare seriamente a far dei video per le canzoni. Naturalmente ce ne erano già stati alcuni, come quello memorabile che avevano fatto i Beatles per Strawberry Fields Forever, più tutti i film che hanno fatto. Ma con noi c’era come un nuovo modo di guardare le cose. Ed era conveniente. Il nostro primo video, Planet Earth, fu girato su supporto VHS e costò quasi nulla.” … “Ci è sempre piaciuta la tecnologia, usarla per la nostra musica e nei nostri concerti. …Ci ha influenzato in un sacco di modi diversi.”

I sex simbol degli anni ’80 tornano cosi a riscaldare i cuori delle fan italiane e i ricordi dei fan che ballavano le loro canzoni nelle serate a casa degli amici e che non hanno poi più abbandonato il gruppo stesso.

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