Sta letteralmente spopolando in rete un simpatico videoclip del brano “Mamma che bocce” di un certo Giampaolo Morelli Catalano.
Vediamo di conoscerlo meglio tramite questa simpatica e frizzante chiacchierata…

Chi è Giampaolo Morelli Catalano?

Sono un attore, autore e regista salentino. Mi sono laureato al Dams di Roma 3 col massimo dei voti e parallelamente agli studi universitari nella capitale ho frequentato tra le più importanti scuole di recitazione e acting con vari e noti maestri del panorama nazionale teatrale e cinematografico come Jenny Tamburi (che purtroppo è venuta a mancare sei anni or sono, a cui devo tantissimo di quello che oggi riesco a realizzare), Ennio Coltorti, Marzia Ubladi, Gastone Moschin, Antonio Tallura, e Francesco Apolloni, noto commediografo regista e attore italiano al quale mi sento molto vicino e simile nello stile e nell’ ironia.
Ho interpretato vari film e fiction italiane, tra le quali “Aldo Moro”, “La Caccia”, “Grandi Domani”, “Incantesimo”, “Diritto di Difesa”. “Lo sbarco dei Mille” e ” La squadra 3″. A breve mi vedrete anche in ” Rossella 2″.

Per quanto concerne il cinema posso invece dire con un pizzico di orgoglio di avere lavorato con grandi maestri quali Ozpetek in ” Mine Vaganti” oltre che con i fratelli Vanzina e Abatantuono in ” Eccezziunale veramente 2″. Dulcis in fundo ho anche lavorato con Pupi Avati ne ” Gli amici del Bar Margherita”.

Tuttavia, oltre alla mansione dell’ attore, svolgo anche quella di speaker radiofonico: infatti conduco una trasmissione insieme a un noto deejay saentino Alex Sisto, nonchè mio caro amico, su una rete locale pugliese Rete 8. E poi mi capita di presentare serate in piazza o di intervenire come attore o intrattenitore. Infine da due ani collaboro come attore e presentatore col Maestro Franzutti direttore artistico e coreografo del “Balletto del Sud “, una delle più importanti Compagnie di Balletto classico italiane di fama internazionale.

Beh, complimenti di cose ne fai, tu! Ma come è nato il tuo nuovo videoclip?

Nasce da un progetto che si chiama ” Party Rock Salento” e “Mamma che bocce” è il secondo video di un movimento comico che fa satira ironizza su vizi e virtù del Salento e le sue peculiarità partendo dal “locale” per divenire “glocale”, quindi quello che parrebbe nascere per un fruitore salentino, lo stesso tema a una seconda analisi ci si accorgerà essere invece di identificazione nazionale. Mi ispiro nel look, nello stile e anche nel nome del gruppo agli Lmfao, gruppo elettro-pop americano che nel giro di due anni sono divenuti star internazionali proponendo una musica e uno stile totalmente fuori dalle righe e differente in modo drastico dai canoni americani tipici dello star system. Quindi se loro nei loro testi sbeffeggiano la los angeles by night i suoi vizi e virtù, l’hollywood style, così io e la mia crew nel nostro piccolo, attraverso parodie, doppiaggi irriverenti, esibizioni live in disco e piazze, video comici in rete, lo facciamo sulla nostra gente e la nostra terra, il Salento, che tanto va di moda in questo periodo, strizzando però l’occhio a tutto ciò che è invece nazionale, così i nostri testi sono cantati e scritti in italiano con delle espressioni dialettali quasi come a sottolineare sottilmente la nostra provenienza. “Mamma che bocce” che sta avendo un grande successo web, ha la base originale delle Scissor sisters “Only the horses”, e il testo è rivisitato da noi in modo molto ironico, fresco ed estivo. Da un punto di vista stilistico il video oltre il testo della canzone ha una struttura narrativa e stilistica nazional-popolare, che racconta un tema atavico da “spiaggia”, la disputa secolare tra belli e palestrati vs i brutti e simpatici su chi conquista più ragazze a mare. con un finale a sorpresa, ovvero deus ex machina uscirà dalle acque tipo Raul Bova a “Questo piccolo grande amore” con una bottiglia di “spumante”.

Interessante descrizione ma noi vogliamo sapere ben altro…

Tipo?

A chi è dedicato il pezzo?

A una bellissima donna, nonchè mia cara amica che reca il nome di Waima Vitullo!

LASCIA UN COMMENTO