Proprio oggi, sabato 5 luglio, il rock’n roll compie 60 anni: era infatti il 5 luglio del 1954 quando venne pubblicato per la Sun Records il primo singolo di un certo Elvis Aaron Presley allora un giovane camionista di bell’aspetto con la velleità del canto. Il disco conteneva due tracce, That’s All Right, Mama e Blue Moon of Kentucky, ovvero le due canzoni che cambiarono irrimediabilmente il ritmo e il mondo della musica. E pensare che quel giorno tutto accadde quasi per caso: Elvis era negli studi, a quell’epoca diretti da Sam Phillips, insieme a due musicisti che la casa discografica gli aveva affiancato, Scotty Moore e Bill Black, rispettivamente chitarrista e bassista.

Elvis Presley, il Re del rock and roll
Elvis Presley, il Re del rock and roll

Inizialmente le cose stavano andando male ma proprio mentre Phillips chiama a rapporto i due suonatori per cercare di sistemare la situazione Elvis inizia a suonare la chitarra e cantare – a velocità doppia rispetto all’originale – That’s Alright, Mama, Moore e Black lo ascoltano e tornato ai propri strumenti mentre Phillips avvia la registrazione. Buona la prima: il rock’n roll è, ancora inconsapevolmente, nato. Phillips finalmente ha in mano un sound nuovo che cercava da tempo così sprona il trio a registrare anche Blue Moon of Kentucky. Una volta finita l’incisione il singolo è pronto ed esce in 20.000 copie, il suo passaggio in radio da il via alla Elvismania.

Per Elvis arriva il successo è immediato tra scritture e concerti: piano piano la star incomincia a capire anche l’importanza del suo corpo e il movimento di bacino che ha fatto capitolare più di una generazione di donne diventa lo scandalosomust di ogni sua performance dal vivo. Il Re, però, viene incoronato grazie al video di That’s Alright, Mamache segna il suo passaggio in televisione e, di conseguenza, la sua presentazione ufficiale a quel pubblico che lo vede come emblema del sogno americano e, col tempo, anche fautore del rock che non è solo un genere musicale ma anche un comportamento fatto di anima, corpo e scintillii nati, per ironia della sorte, nel buio di una stanza lì dove è nato anche il mito di Elvis The Pelvis.

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