Il tanto atteso momento di Adriano Celentano è arrivato ieri sera ed, almeno per quanto riguarda il polverone alzato, ha mantenuto le aspettative. Più di cinquanta minuti sul palco, alternando musica e, soprattutto, monologhi; in parte Adriano ha agito solo, in parte sostenuto da Morandi, Papaleo e Pupo dalla platea.
Ciò che ha colpito di più è stato l’attacco a “Famiglia cristiana” e “Avvenire”, periodici di matrice cristiana, questo passaggio dell’intervento ha provocato, infatti, la reazione della cei e il commissariamento della rai per quanto riguarda il Festival di Sanremo.


In generale, le critiche a Celentano vanno in un’unica direzione: quasi tutti, dal web, dai giornali, dalla tv, sostengono di preferirlo come cantante piuttosto che come predicatore. L’indignazione è espressa soprattutto da chi non ha apprezzato il cachet astronomico dato al molleggiato che, nonostante la scelta della beneficenza, resta costituito dai soldi dei contribuenti. Polemiche anche sulla durata della performance: troppo lunga, pause eccessive, tempo e attenzione tolte a quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti del festival di Sanremo, i cantanti.

Cori di dissenso anche da molte delle più rappresentative personalità dello spettacolo e del giornalismo italiano: Antonello Piroso, Gianluigi Paragone, Paolo Bonolis, Francesco Facchinetti e Alfonso Signorini, solo per citarne alcuni, i quali si sono serviti soprattutto dei social network per commentare in tempo reale le parole di Adriano.
Un dato è certo: gli ascolti ancora una volta hanno premiato il festival e i monologhi del ragazzo della via Gluck.

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