La cantante Adele ieri sera ha debuttato trionfalmente in Italia all’Alcatraz di Milano per la sua data sold out in pochissimi giorni.
Ci sarà un motivo per cui in Inghilterra sono tutti pazzi di lei, incoronando il suo secondo disco “21” come “l’album dell’anno” un mese prima della sua uscita lo scorso gennaio. John Legend, star americana della musica, ha rifatto la sua “Rolling In the Deep”. Una consacrazione.

A dir la verità il debutto nel nostro Paese doveva avvenire un anno e mezzo fa ai Magazzini Generali di Milano, sulla scia del successo del primo disco “19”, poi la data fu cancellata. Il silenzio, la pubblicazione di “21” e finalmente l’annuncio dell’arrivo in Italia a Milano il 30 marzo sempre ai Magazzini Generali. Stavolta la location è stata cancellata – provocando non poche palpitazioni tra i suoi numerosi fan – per le numerose richieste. Il tour promoter D’Alessandro e Galli ha così deciso di spostare la sede al più capiente Alcatraz. E così si è messo a segno un sold out con un pubblico proveniente da ogni parte d’Italia, c’erano infatti fan da Bologna, Torino e addirittura da Roma.

In un’ora e un quarto di concerto – a ritmo serrato e senza pausa tra un tempo e l’altro – si è subito capito perché sia in Europa che in America Adele sta cominciando a imporsi come la nuova regina del Soul e del pop. Capelli raccolti in una lunga treccia, abito nero semplice con vistosa spilla dorata. E via l’apertura del concerto con “Hometown Glory” il primissimo singolo tratto dall’album “19” anche se poi la popolarità è scoppiata con “Chasing Pavements”, ovviamente inserita anche nella setlist della serata. Due le cover “If It Hadn’t Been For Love” dei The SteelDrivers e la strabiliante “Love Song” dei The Cure.
Non potevano mancare i momenti di dance pura con “Rumour Has It” e “Right As Rain”. E ancora le ballad intense, vibranti e strappalacrime come “Someone Like You”, forse una delle canzoni più belle degli ultimi tempi.

Insomma Adele ha dimostrato di essere una persona concreta, simpatica (ride quasi sempre tra un brano e l’altro) e soprattutto con la testa sulle spalle. Infatti ha sorseggiato solo un te caldo durante la pausa, proprio come Sting e non come la collega Amy Winehouse che beve liquidi più alcolici (sarà in Italia il 16 luglio al Lucca Summer Festival). Se continua così la cantautrice nei prossimi anni si imporrà definitivamente nel panorama della musica mondiale. A soli 21 anni e con questi numeri c’è solo da scommettere su di lei come cavallo vincente. Unica pecca? Non ha presentato la band di cinque elementi e le sue coriste. Ma in fondo un pizzico di divismo ci può stare.

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