Oggi parlerò dei “Festaioli impenitenti” cioè di tutti quei personaggi del cinema, dell’arte, del teatro e dell’industria che preferiscono passare piacevolmente le ore di libertà nel dolce far niente, riunendosi in luoghi famosi per bere, mangiare e divertirsi a spese del mecenate di turno approfittando di un evento come un compleanno, un matrimonio e la presentazione di una linea di moda! Nel primo dopoguerra, i nuovi ricchi, figli viziati di imprenditori, cineasti e attori italiani e stranieri, erano soliti riunirsi alla sera nei caffè all’aperto o nei ristoranti della famosissima Via Veneto a Roma. La fama di questa strada, abbellita da alberi e luci, venne sancita definitivamente grazie a Federico Fellini e al suo film “La dolce vita” che descriveva i VIP frequentatori e i paparazzi, cioè i fotografi d’assalto, che trascorrevano notti insonni pur di strappare uno scoop, come un bacio rubato o un seno scoperto.

Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci a Malindi
Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci a Malindi

I Festaioli impenitenti di Alfredo Betocchi

Ricordiamo i nomi altisonanti degli attori dell’epoca del calibro di Marcello Mastroianni, Anouk Aimèe o Anita Ekberg che riempivano le pagine dei periodici scandalistici dell’epoca. Le feste si protraevano fino a notte tarda con profluvio di alcool e coca boliviana. Nel 1958, fece epoca lo spogliarello della ballerina Aichè Nanà al ristorante Rugantino che ispirò a Fellini il suo film. Passata l’ubriacatura del boom economico, le feste e gli eccessi dei “figli di papà” vennero duramente contestati negli anni ’70 dall’avvento dei “figli dei fiori”.

Mentre in California la ribelle e romantica Joan Baez cantava “We shall overcome”, in Europa impazzavano le musiche rock dei Beatles e dei Rolling Stones. Non si scandalizzavano più i vecchi benpensanti e la Chiesa per gli eccessi degli eventi mondani, ma i giovani contestatori, che lanciavano uova e verdura sulle pellicce di attori e artisti. In quegli anni erano sulla cresta dell’onda Heather Parisi, Sabrina Salerno, Tinì Cansino e Amanda Lear. Erano le stars che animavano le feste mondane in ville e palazzi dai nomi aristocratici, uno per tutti: Villa Borghese a Roma.

Negli anni ’80/ ’90 venne il turno dei magnifici 3: Lele Mora, Emilio Fede e Silvio Berlusconi che già da qualche anno allietava le sue sontuose dimore con feste e festini, riempiendo le camere da letto di aspiranti attricette ed escort. Molte di queste oggi sono diventate affermati personaggi della TV e del cinema.
Altro stile invece per Flavio Briatore, il quale attirava come le mosche i VIP nel suo locale “Billionaire”, in Sardegna. Quest’uomo, fattosi da sé e dalle mille iniziative, è diventato un faro per tutti i personaggi che tengono alla propria immagine. Legato sentimentalmente a bellissime donne come la modella tedesca Heidi Klum e poi all’italiana Elisabetta Gregoraci, ora sua moglie, dalla quale ha avuto un figlio Nathan Falco, ha dovuto chiudere il “Billionaire” per motivi fiscali. Quanti sacrifici, povero Flavio!

Mille luoghi da favola per i festaioli impenitenti

Non per questo i “festaioli impenitenti” hanno rinunciato a divertirsi. Mille luoghi da favola hanno accolto gli esiliati, come Cortina, Saint Tropez, Saint Moritz, Forte dei Marmi, le ville patrizie sui laghi. I frequentatori sono su tutti i settimanali di gossip e, gira gira, sono sempre gli stessi: Simona Ventura, Federica Pellegrini, Barbara/Luigi/Piersilvio/Marina della infinita dinastia Berlusconi con il suo seguito di nani e giocolieri, Platinette, Emma Marrone, Alfonso Signorini, la consorte di un ex bombarolo, Inge Feltrinelli, e l’elenco potrebbe proseguire per altre quattrocento pagine. Le feste odierne cercano di scacciare la crisi che attanaglia il paese e i poveri VIP si spendono, tirando tardi tra brindisi e risate per il bene di tutti. Si riuniscono in 4-500 alla volta, danzando e festeggiando spensieratamente, sfoggiando abiti firmati da grandi stilisti quali Prada, Armani, Ermenegildo Zegna, dai prezzi milionari.
Potevano mancare gli aristocratici? Dopo le dimenticate ghigliottine dei lontani anni della rivoluzione, i nostri blasonati festaioli si sono riaffacciati nelle ville e nei resort patrizi. Dimitri D’Asburgo Lorena, Marta Brivio Sforza, Costantino Della Gherardesca, Filiberto di Savoia e tanti altri si pavoneggiano sulle pagine patinate, sorridendo a tutt’Italia, confermando il loro: “Io ci sono!

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