Quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla nascita della minigonna. Bisogna subito precisare che il concetto di “gonna corta” è sempre stato presente nell’immaginario maschile sin da quando, nell’Impero romano, le giovani schiave allietavano i commensali con balletti e giravolte vestite con abiti cortissimi.
Le gonne corte, quasi sopra il ginocchio, sono visibili anche indosso ai soldati greci che fanno la guardia al Milite ignoto in Piazza Sintagma ad Atene. Quelle vaporose minigonne bianche hanno origine da un fatto storico che risale alla rivolta contro i turchi. Un gruppo di ribelli, circondati da soverchianti forze turche, ingannarono i loro nemici indossando minigonne e potendo così sfuggire alla cattura e alla morte.

Mary Quant: la creatrice della minigonna onorata dalla regina Elisabetta
Mary Quant: la creatrice della minigonna onorata dalla regina Elisabetta

50 anni della minigonna: la regina Elisabetta nomina dama Mary Quan

Mary Quant diventa dama
La stilista Mary Quant diventa dama

La creatrice delle minigonne moderne è universalmente riconosciuta in Mary Quant. Studentessa londinese con il pallino della stilista, a sedici anni molla la scuola e scappa di casa. Incontra l’amore della sua vita, Alexander Plunket Greene, nipote del filosofo Bertrand Russel e va a vivere con lui alla bohemienne, con pochi soldi e tanta allegria. Mary indossa quasi sempre minigonna e stivali. Un giorno avviene la svolta della loro vita. Alexander eredita un cospicuo gruzzoletto e insieme a Mary apre una boutique. E’ il 1955 e la coppia ottiene un discreto successo. Lanciata nel mondo della moda, Mary crea dopo qualche anno la sua passione, la minigonna, facendola indossare a una parrucchiera, tale Leslie Horby che diventerà a sua volta una famosa modella col soprannome di Twiggy. Sull’onda della popolarità dei Beatles, che lanciano la moda dei capelli lunghi e ottengono il titolo di Baronetti per le loro meravigliose musiche, Mary Quant vende a tutte le teenagers d’Europa la sua creazione. In tal modo, una ventata di novità svecchia l’ingessato mondo della moda degli anni ’60. Quando arriva in favore del pubblico, è inevitabile che invidie e rancori, covate sotto la cenere, saltino fuori nel momento meno opportuno. André Courrèges, stilista che per un decennio rimase capofila dell’alta moda francese (tra i suoi clienti in Italia, Gianni e Marella Agnelli), contestò a Mary Quant la paternità della minigonna, avendo creato abiti cortissimi e linee a trapezio sin dal 1964. Alle giovani generazioni non importò gran che chi l’avesse inventata, l’importante per le ragazze era apparire eleganti e sexy.

50 anni in minigonna
50 anni in minigonna

Chi non si è mai innamorato della compagna di classe con la mitica minigonna? Questo capo di vestiario ha fatto sognare intere generazioni di studenti distratti dal loro dovere dalle lunghe gambe delle compagne. Insieme ai blu jeans, ai “capelloni” e alle minigonne i giovani di tutto il mondo hanno attraversato questi cinquant’anni rovesciando la statica, tradizionale mentalità del secondo dopoguerra. La minigonna ha resistito a tutte le stagioni che si sono succedute in questo lungo lasso di tempo e, ancora oggi, sono una festa per gli occhi di tutti gli uomini. La minigonna comunica brio e spensieratezza. Non c’è artista che non abbia mai indossato questo originale capo con orgoglio e vanità.
Mary Quant fu giustamente premiata dalla Regina Elisabetta II per i favolosi guadagni che procurò al Regno Unito dovuti al successo della minigonna in tutto il mondo, concedendole l’onorificenza di Cavaliere della Corona Britannica nel 1966, proprio l’anno dopo aver fatto i Beatles Lords del Regno. La stilista, ora 80enne, diventata dama della regina, si è detta “assolutamente felice” per il titolo concesso dalla sovrana.

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