INTERVISTA – Sabrina Impacciatore è stata una delle ospiti italiane più attese al Taormina Film Fest 2016, accolta calorosamente da una platea numerosa. In occasione del suo “campus” l’attrice, che ha cominciato a muovere i suoi primi passi nel mondo della televisione italiana 25 anni fa con il programma Non è la Rai, ha raccontato ai ragazzi presenti in conferenza qual è stato il suo percorso formativo.

Nel suo racconto alla stampa Sabrina Impacciatore non ha nascosto quante difficoltà e delusioni ha incontrato sulla sua strada, regalando consigli utili per chi volesse intraprendere il mestiere di attore.

Sabrina Impacciatore
Sabrina Impacciatore

“Se qualcuno di voi vuole fare l’attore deve essere una questione di vita o di morte! Quando decidete di fare l’attore dovete chiedervi se lo volete fare perché questo è il vostro sogno e riuscite a immaginarvi solo lì” – ha dichiarato l’attrice. Nella sua carriera Sabrina Impacciatore ha sempre voluto ponderare ogni decisione lavorativa, costruendo tassello dopo tassello la sua carriera e diventando così una delle attrici italiane più brave. Di seguito le dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa.

Sabrina Impacciatore al Taormina Film Fest si racconta alla stampa
Sabrina Impacciatore al Taormina Film Fest

Hai detto che la tua carriera si sta costruendo a piccoli tasselli, ma artisticamente verso quale genere di recitazione ti senti indirizzata: commedia, tragedia oppure?

Ho un grande senso della commedia, la sento molto vicina a quello che sono, ma in realtà ho anche il senso della tragedia. Mi spiego molto velocemente, la percezione della commedia parte proprio da un senso della tragedia molto sviluppato che se tu non avessi l’ironia ti saresti già ammazzato dopo venti minuti. 

Qual è il ruolo che ancora sogni di avere?

Il mio sogno è interpretare un ruolo che, dove e come nella vita, si passi organicamente da un momento drammatico ad un momento comico. Ci sono alcuni registi che sono riusciti a realizzare questa cosa, mi viene da pensare ai grandi ruoli che venivano scritti per la Magnani. 

Vorresti che la tua carriera in un certo qual modo si sviluppasse come quella di Anna Magnani?

Per me Anna Magnani è stata una grande maestra di vita. Guardandola nei suoi film, nei vari ruoli che le venivano assegnati, riuscivo veramente a capire quanto fosse dolorosa e comica la vita allo stesso tempo. La stessa cosa comunque la penso anche della grande Monica Vitti, molto spesso la vedevamo prendere certi schiaffoni. Però un secondo dopo ti facevi una gran risata proprio su quello. In Italia questa cosa non è molto facile perché la donna generalmente viene vista in modo bidimensionale in quanto gli uomini che la rappresentano non la conoscono bene, mentre le donne sono condizionate da tutta una serie di stereopati. Questo significa che è davvero molto difficile trovare dei ruoli complessi, ma ci tengo a precisare che questa non è una protesta in alcun modo. Adesso alcuni dei ruoli femminili sono stati scritti da Paolo Virzì per due attrici sublimi come Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi.

Al Taormina Film Fest 2016 Sabrina Impacciatore ha ricevuto il Premio Cariddi, premio storico che viene consegnato ai professionisti del mondo cinematografico la cui carriera rappresenta un percorso particolarmente prestigioso e significativo per l’orizzonte del cinema contemporaneo.

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