Non capita spesso di incontrare una persona così sensibile, ricca di carisma e dotata di una disponibilità disarmante. Solange, alias Paolo Bucinelli, è uno scrittore, attore, cantante, showman e sensitivo, ma soprattutto è una persona vera, che si mostra sempre per quello che è. Tutti ricordano le sue partecipazioni a La fattoria, Buona Domenica, La lavagna umana; i suoi ruoli esuberanti in I ragazzi della notte, T’amo e t’amero, Solo un’ora d’amore, Matrimonio alle Bahamas e i suoi impegni in Radio. Molto apprezzati anche i suoi libri, soprattutto Mani da Vip, Rompi Solange e trovi Paolo (che vanta la prefazione del grande Gigi Sabani) e Orsacchiotto Corallina…mamma Solange. Indimenticabili le sue canzoni Il mio treno, Ma che bandiera è questa qua, Angela Angelo/Palline colorate e Sole sole sole Solange. I colori che indossa riescono perfettamente a esprimere, senza parole, la sua anima allegra, positiva, buona, ma soprattutto il suo essere artista a 360 gradi.

Solange
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Solange, inoltre, ha scritto la prefazione ed è uno dei personaggi del romanzo d’esordio della direttrice di Vero Salute, Laura Avalle, intitolato “Le altre me”.  La sua presenza è molto importante per la protagonista del libro, perché sarà proprio grazie a lui che supererà le difficoltà esistenziali e sessuali, e ritroverà il suo essere una donna vera. Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di conoscerlo durante la presentazione del romanzo della scrittrice Laura Avalle al The Beach di Milano, dove ha intrattenuto gli ospiti regalando sorrisi carichi di energia, consigli e allegria spontanea. Ascoltandolo, le sue parole trasmettono una grande e profonda esperienza di vita, vissuta entrando nei cuori della gente e dei loro pensieri. Un uomo non solo dotato di grande cultura e sana intelligenza, ma soprattutto di una generosa volontà di amare chi gli sta vicino. Solange nell’intervista esclusiva a Gente Vip.

Solange: “Ho voluto portare questo Pinocchietto per far capire che nel libro ‘Le altre me’ non ci sono bugie”

Hai da poco partecipato a Milano alla presentazione del libro d’esordio di Laura Avalle. Cosa ti ha spinto ad accettare il ruolo come personaggio del romanzo?

E’ una storia vera questa, solo il cognome della protagonista è finto. Laura mi aveva parlato di questa signora che amava il sesso in tutte le sue sfaccettature e aveva girato tutto il mondo; mi raccontava che per lei il sesso è una crociata. Un giorno la incontro a Forte dei Marmi alla Capannina: viene insieme a Laura e, dopo molte peripezie erotiche, io riesco a farle capire che esistono altre cose oltre al sesso: c’è l’amicizia, l’affetto, il dialogo. La cosa bella del libro è proprio questo risvolto: lei riesce a comprendere che si deve vivere, non c’è soltanto il sesso, ci sono situazioni positive. Poi ci sono delle pagine eroticissime, e questo non è fantasia, è tutta realtà.

Il Solange che viene raccontato nel romanzo “Le altre me”?

Io sono una persona molto libera. Sono orgoglioso e felice di sentirmi e essere libero. Tutto quello che fa male lo detesto e amo quello che può dare emozioni, se sono positive. Sono quello che sono realmente: quando ho incontrato questa persona con delle problematiche erotiche, io le ho detto quello che pensavo realmente nel senso che è bene il sesso, è bene tutto, ma ci sono anche dei sentimenti, degli affetti, delle amicizie, delle dolcezze, dei modi di vivere. Quando Laura mi ha presentato questa donna non c’era ancore l’idea del libro; è stata poi questa signora che si è completamente confidata, si è aperta con me. Io praticamente ho fatto il mio ruolo, ho fatto colui che ha cercato di capirla e mi è piaciuto molto, perché lei alla fine si è molto addolcita. Le ho cambiato completamente la vita: lei ora mi chiama spesso e mi dice che comincia finalmente ad apprezzare la vita. Per me è stata una soddisfazione.

Da autore di libri a protagonista di un romanzo. Come ti sei trovato nei panni di questo personaggio in un libro molto lontano dal tuo genere?

Io ho scritto molti libri, vincendo molti premi. Orsacchiotto corallino… Mamma Solange, che ho dedicato a mia madre, Io, Solange, vi insegnerò a leggere la mano e…, Voglio volervi bene, Rompi Solange e trovi Paolo, per citarne alcuni. Io amo le cose vere, non amo le finzioni. Nella mia vita non ho mai finto, se questo libro fosse stato un discorso finto non avrei accettato. Tutte le cose che ho scritto nei miei libri sono storie vere. Questo è un genere un po’ diverso, ma il mio ruolo è sempre quello; io non potrei mai parlare di sesso spinto, perché non fa parte della mia realtà. Sono per la libertà, ma fino a un certo punto. Queste pagine, molto forti, sono le dichiarazioni di Marta; Laura Avalle non ha fatto altro che trascriverle e io sono capitato nel momento giusto per quella donna bellissima. Io in questo libro sono dappertutto, o quasi. Sono molto contento.

E’ più difficile scrivere di se stessi che delle esistenze degli altri?

Tutti i libri che ho scritto sono libri-verità, non ho scritto romanzi. Ad esempio “Io, Solange” e “I fiori dentro”, per fortuna hanno avuto un bel successo, perché tanti sono stati ristampati varie volte, perché sono libri veri e la gente non vuole essere presa in giro.

Durante l’evento hai intrattenuto gli ospiti con alcuni simpatici giochi erotici. Come vengono considerati dalla gente questi oggetti oggi?

Ormai c’è uno sdoganamento. Quella sera il gruppo della Valigia Rossa ha presentato oggetti simpatici, buffi che sembravano quelli per la bambola Barbie; è stato un momento simpatico. C’era anche una signora che ha avuto dei problemi nella sua vita e mi ha fatto piacere che raccontasse la sua storia, per far capire che queste signore della Valigia Rossa sono anche vicine alle persone che soffrono. Io sono contento quando la gente sta bene; quella sera non ho avuto un momento di tregua. Io non prendo soldi, non ho studi per queste cose e guadagno quando scrivo libri, quando vado in televisione. Per queste cose, invece, i soldi non si prendono. Sono contento perché Milano sotto questo punto di vista è una città un po’ “addormentata”. Spesso nelle presentazioni di libri gli ospiti si fermano solo i primi dieci minuti. Invece qui si sono fermati fino alla fine. Io per Laura ho una venerazione, perché oltre a essere una bravissima scrittrice, è una mia grande amica; Marco Bellavia è stato molto bravo a presentare, come anche lo scrittore Pinketts e la simpatica direttrice Ridenti. Bisogna coinvolgere tutti, perché la gente ha bisogno di questo. Bisogna sempre dare qualcosa.

Uno dei tuoi accompagnatori è stato un simpatico e misterioso Pinocchio di legno; cosa rappresenta questo curioso personaggio che ti segue spesso?

laura avalle presentazione libro a Milano foto8Io dico la verità sempre e questo romanzo è  vero; ho incontrato molta gente per la strada che mi ha detto che questo libro le è sembrato un po’ eccessivo. Io ho voluto portare questo Pinocchietto per fare capire che “Le altre me” non è un Pinocchietto: questo burattino è un personaggio meraviglioso, stupendo, ma noi in realtà abbiamo detto la verità, non ci sono bugie. Se si legge il libro, Pinocchio ha un passato, un presente e un futuro molto forte, come questa signora che vive un momento di sesso e di super erotismo e poi si trasforma in una donna. La forma del naso è anche molto falloidale quindi c’è un insieme di cose in questo Pinocchio. Lui nasce come un burattino e finisce per diventare un essere umano.

Il tuo rapporto con l’amore?

Bellissimo, perché amo la vita. Il mio amore più grande era la mia famiglia che non ho più, però so che mi proteggono dall’aldilà. Ora l’amore più bello per me è la vita. Io ho scritto il libro “Orsacchiotto corallina…mamma Solange” perché era un orsacchiotto a cui mia madre teneva tantissimo; io ce l’ho ancora: ho il suo profumo, le sue cose, e quindi vivo di queste immagini. Cerco di fare del bene, ma non posso dire di vivere un amore fisico. Io amo la gente, le persone, tutto ciò che è vita. Io vado negli orfanotrofi, dove ci sono i vecchietti, nei posti dove si può portare un sorriso. Può darsi che in seguito incontri un amore, ma per adesso sto bene così.

Solange e le bugie..

Io sono molto fantasioso, in vita mia non ho mai detto una bugia. Se sono in teatro, recito o sono in televisione, vado solo se posso dire ciò che penso, senza esagerare naturalmente. Io sono molto sincero, al massimo posso ingigantire le cose quando recito. Ho portato apposta il Pinocchio, per fare capire che io non sono come lui. La vita non ha bisogno di bugie, mentiresti a te stesso.

La gente ti apprezza molto per le tue note doti esoteriche; come è nata questa tua passione o, se vogliamo dire, dono?

E’ un dono. La mia nonna era molto sensitiva. Ha vissuto a Poggibonsi, vicino a Siena dove lei è nata,  dove aveva dei cavalli bellissimi. Lei mi ha lascito il suo dono. Quando stava per morire, a quasi cento anni, mi disse “prendi due ciocche di capelli bianchi”, una tienila sempre con te e una nascondila; non venire al mio funerale, tu andrai in giro per Collesalvetti e vedrai che troverai delle persone a cui dirai delle cose. E da lì è cominciato tutto il mio excursus; ho letto la mano ai più grandi: Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Laura Pausini, Monica Bellucci, Michelle Hunziker, Silvio Berlusconi (ho scritto anche il libro “Mani da Vip”), Daniela Santanchè, Cristel Carrisi la figlia di Albano, Nek, Maria Elena Boschi, Pier Luigi Bersani.

Oltre ad essere una persona molto profonda, spicca in te un particolare lato ironico; una caratteristica per te spontanea o un’arma da esibire in particolari circostanze?

Io sono proprio così, così come quando mi faccio la barba, quando faccio la doccia… sono così realmente. Io non sopporto la cattiveria, poi tollero tutto.

Tre aggettivi che descrivono il tuo carattere.

Testardo, buono e dolce.

Un ruolo che non accetteresti mai.

Ho detto di no a varie trasmissioni perché non potevo essere me stesso; ho molto rispetto per tutti ma non fingo. Mi hanno proposto un programma dove avrei dovuto raccontare tutta la mia vita e la mia storia, come fanno molti. Se le cose nascono spontaneamente, ben venga, se devo rivangare tutto il mio passato non ci sto. Non so fingere. Non mi costringe nessuno ad avere un ruolo che non è il mio.

Qual è la qualità che vorresti avere?

Io penso che il Padre Eterno mi abbia dato tanto e non chiedo di più: mi ha dato la forza, la salute, la voglia di vivere, di fare del bene. Non pretendo altro. Non mi ha aiutato mai nessuno; mi sono laureato in pedagogia con indirizzo psicologico e lettere antiche nel magistero a Firenze. Ho fatto teatro, cinema con film importanti, ho inciso dischi (per esempio Sole sole sole Solange), ma tutte situazioni di verità. Le persone più semplici, quelle che strappano il pane quotidiano, sono quelle più importanti per me.

Quale esperienza televisiva ricordi con particolare affetto e ameresti ripetere?

Ricordo tante trasmissioni;  ho cominciato con le reti private e poi c’è stata Buona Domenica con Gerry Scotti e la Carlucci, che è stata per me una cosa straordinaria. Ricordo la Buona Domenica con Maurizio Costanzo, Maurizio Costanzo Show dove ho partecipato moltissime volte, il programma con Patrizia Rossetti  “Casa per casa” dove sono stato per tanti anni. E poi “Vita da Solange”, un programma tutto mio, dove andavo in giro con un furgoncino con le cipolle, spicchi d’aglio, il peperoncino, una pseudo segretaria grassissima e mi fermavo e leggevo la mano alla gente; il programma “Chi c’è c’è” con Silvana Giacobini per Telemontecarlo. Rifarei tutto perché sono tutte esperienze di vita.

Se potessi avere la possibilità di scoprire la verità sul tuo futuro, cosa vorresti sapere?

Nulla. Io leggo il futuro, mi piace dare suggerimenti buoni e positivi. Il mio futuro, per come vivo la vita io, è il futuro degli altri. Visto che leggo a tantissima gente la mano, sono un po’ nelle loro mani. Sono loro che mi danno questa forza.

Solange nella vita quotidiana, lontano dalle telecamere e dalla vita mondana.

Stamattina con la mia vicina siamo andati nel bosco, abbiamo fatto 16 chilometri  a piedi e abbiamo raccolto il pungitopo per fare il presepe. Io ho un giardino dall’aspetto molto bucolico, che coltivo con molto amore.Vivo una vita molto semplice, amo cucinare i prodotti del mio orticello, guardare la tv e fare una vita normale. Quando ci sono le serate mi fa piacere andare perché mi piace un pochino esserci. Una mia esibizione sana c’è, non mi nascondo da nessuna parte.

La tua vita sentimentale in questo periodo brilla degli stessi colori con cui ama accompagnarsi?

La mia vita in questo momento è serena, perché ho molti amici. E non parlo di conoscenze, perché l’amicizia va dimostrata nel momento del bisogno.

Progetti futuri?

Farò presto un programma per la Rai che mi darà grandi soddisfazioni; ho già lavorato con la Leofreddi nella macchina della verità; dovrò registrare un po’ di puntate per il processo che va in onda dalle 15 alle 16 su Rai 1. Sono stato domenica scorsa alla festa del tartufo bianco a San Miniato, in Toscana, dove mi hanno investito della bellissima carica di “Ambasciatore del tartufo”: è stato bellissimo, c’erano 25mila persone. Io ero nel gazebo di Radio Nazionale Bruno, ho letto la mano a 10mila persone. Mi hanno regalato tanti doni e io li ho condivisi con le mie vicine: sono felice e appagato. Sono contento per questi progetti e per questo libro. Laura è un’amica con la A maiuscola. VERA!

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