Cantautore e produttore discografico Roberto Paesani, in arte Roby Rossini, sin dalla sua giovanissima età si è dedicato alla musica. Si è fatto conoscere per le sue hits dance commerciali come “Tanz Bambolina”, “Rendez Vous”, “Arcobaleno”, che si attestarono ai vertici delle charts nazionali ed internazionali sia radio che televisive. Adesso lo vediamo nel gruppo “Motorik Beat” insieme ad altri due musicisti e produttori romani, proprio come lui, Edoardo Rosellini e Francesco Tosoni. La band propone un nuovo singolo “Miracles of Life”, brano che con un dolce fischio sarà la canzone dell’estate 2015. Roby Rossini si racconta in un’intervista esclusiva su Gente Vip.

Roby Rossini intervista esclusiva a Gente Vip
Roby Rossini intervista esclusiva a Gente Vip

Roby Rossini: “Amo le sette note a 360 gradi, sento molto vicina a me la musica elettropop”

Quali sono state le tappe iniziali e soprattutto quelle fondamentali che ti hanno permesso di affermarti nel mondo della musica?
La mia carriera è nata seguendo l’istinto primordiale che sin da adolescente mi ha visto comporre melodie inedite che registravo in casa con la mia tastiera Korg su cassetta attraverso il mio inseparabile registratore. La fiducia ed il supporto dei miei genitori sono stati elementi fondamentali per inseguire il mio obiettivo ed arrivai a partecipare alle selezioni di Castrocaro e Sanremo con dei miei inediti nel 1994. Avevo vent’anni. Poi arrivò il momento della dance, genere al quale mi affacciai lavorando da protagonista in consolle nella nightlife romana. Iniziai poi nel 2000 a produrre e pubblicare in studio dischi in vinile fino ad arrivare al 2004 quando reinterpretai la celeberrima song “tanz bambolina” di Alberto Camerini che pubblicai su etichetta Propaganda del team Prezioso & Marvin. Risultò un enorme successo discografico che lanciò definitivamente la mia carriera.

Ti abbiamo conosciuto come vocalist che ha lavorato in numerosi locali della Capitale, come speaker radiofonico e come solista. Adesso fai parte della band “Motorik Beat” insieme a Francesco Tosoni ed Edoardo Rosellini. Hai indossato molte vesti nel corso della tua carriera, ma come ti riconosci meglio nel mondo musicale, come Deejay oppure come cantante?
Parto sempre dalla musica perché fondamentalmente nasco e sono un cantautore melodista e amo cantare i testi scritti da me. Amo però le sette note a 360 gradi e questo mi permette di lavorare su diversi generi con la stessa passione. Non è importante il vestito musicale con cui si cuce l’abito di un brano ma il sentimento che si vuole comunicare a chi poi lo andrà ad ascoltare. Non mi ritengo fondamentalmente un deejay. Mi piace più scrivere e cantare la musica piuttosto che mixarla da una consolle (anche se lo so fare ovviamente). Questa mia scelta ha sicuramente segnato molti passaggi fondamentali della mia vita, ma questo fa parte del gioco. Sento molto vicina a me la musica elettropop.

Qual è la canzone che meglio ti rappresenta, quella che senti più “tua”?
Del mio repertorio scelgo senza dubbio “Ridere e Volare”, brano che scrissi nel 2010 in una notte di Gennaio sotto una pioggia torrenziale in macchina. C’è un frase in quella canzone che mi rappresenta molto “Ritengo strana la mia condizione, incognita impazzita in continua evoluzione”.

Come e quando nasce il gruppo “Motorik Beat”? Cosa vi accomuna?
L’idea di formare una band con la quale potessi tirar fuori melodie adattabili al genere nu disco / melodic house c’era da tempo e un giorno ritrovandomi in studio dal mio amico Edoardo Rosellini buttammo giù qualcosa che potesse essere consequenziale a questo prospetto. Proposi poi al maestro Francesco Tosoni di trovare una linea di chitarre ritmiche per completare il tutto e ci trovammo benissimo. Da lì mettemmo su questa formazione a tre. Siamo persone che amano fare musica insieme cercando di far convogliare la parte più creativa di noi in un unico progetto.

“Miracles of Life” è l’ultimo vostro singolo, la canzone dell’estate. Nel brano parlate del miracolo della vita e delle emozioni che questa riserva. Cosa vi ha ispirato e qual è il messaggio che vorreste comunicare?
L’idea era quella di comunicare un’idea di serenità alla base. Volevamo togliere un po’ di “plastica da vst” donando un colore più vivo e fresco alla partitura tramite l’utilizzo di strumenti veri come un quartetto d’archi, chitarre, una cantante lirica ed un mixaggio in analogico old style. Molte volte la dance viene presa in maniera un po’ troppo superficiale dalla critica musicale. Il nostro intento era quello di dare un filo conduttore diverso ad un messaggio plausibile e naturale, usando la nostra musica come arma in tal senso. La New Music International dello storico discografico Pippo Landro ha creduto in questo brano mettendolo in commercio e realizzando un bellissimo videoclip con la regia del bravo Namas.

Hai partecipato all’evento “La musica libera” a Mentana. Quanto è importante esprimere le proprie idee attraverso questa forma d’arte?
Un bellissimo evento con tanti musicisti di grande levatura che ho avuto il piacere di conoscere. Sicuramente nello specifico credo che nessuno (o quasi) nel 2015 ormai si espone per niente, a differenza del cantautorato anni 70, dove dietro ogni testo cantato c’era un significato espresso. Siamo diventati un po’ tutti “politically correct”! La musica mi sembra il modo migliore per far arrivare le proprie emozioni e i propri pensieri ai più e quando la gente entra nel mood e magari canta le tue canzoni poi ti ritorna e tutto è meraviglioso.

Parlando un po’ del futuro, state già lavorando sulla realizzazione di un nuovo brano?
Sto scrivendo e finalizzando nuovi brani e spero presto di uscire con il mio nuovo singolo e magari includerlo in un album. Sto sperimentando molto a livello sonoro cercando di poter arrivare ad un prodotto semplice da recepire, ma comunque pieno di significati. Intanto mi godo l’uscita estiva di “Miracles of life” con i Motorik Beat e quella della mia versione di “Pupa” di Ivan Cattaneo che sarà contenuta in una raccolta con tanti altri colleghi nel prossimo cd doppio in uscita a fine Agosto per il tributo ai quaranta anni di carriera di questo grande artista. Il tutto sarà poi devoluto in beneficenza ad Amnesty International.

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