Intervista a Nadia Rinaldi – Una carriera lunga oltre vent’anni quella dell’attrice che le ha permesso di mettersi in gioco tra teatro, televisione e cinema, ma quali di questi tre ha segnato principalmente il suo percorso artistico? 

Il successo per l’attrice arriva con il film “Faccione” del 1991, diretto da Christian De Sica, in cui avrà il ruolo della protagonista, senza dimenticare il suo personaggio nel film di Dario Argento “Il fantasma dell’Opera”.  Nell’arco degli anni abbiamo avuto modo di ammirare Claudia Rinaldi anche nella serie “Un medico in famiglia”, passando poi al reality “La Tapa” trasmesso anni fa sui canali Rai. Noi di Gente Vip siamo tornati a intervistarla in occasione della sua presenza al Festival Tulipani Di Seta Nera, dove è arrivata accompagnata dal figlio Riccardo Mandolini, in cui ci ha raccontato la sua carriera.

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Nadia Rinaldi e il figlio Riccardo Mandolini

Quanto è importante il fattore “emozione” in un lavoro come il tuo?

È ciò che comunque ti coinvolge. L’emozione credo che sia il primo ingrediente per chi, come me, fa questo mestiere che poi ci permette di coinvolgere lo spettatore. Comunque sia resta bello emozionarsi quando fai questo mestiere, perché nell’attimo in cui ti lasci trasportare dall’emozione vuol dire che stai facendo qualcosa di bello.

Chi ti ha regalato più emozioni tra cinema, teatro e televisione?

Io sono cresciuta con una televisione che oggi non viene più considerata tale, ma mi piace ricordarla: il lunedì ad esempio era la serata dedicata al film, il giovedì era dedicato ad un programma televisivo a premi, mentre il sabato ai grandi spettacoli, come quelli condotti dalla Carrà. Oggi la televisione è diventata una sfilata di liti, troppo gossip e troppa cronaca, dimenticando che questo ultimo aspetto dovrebbe essere lasciato agli spazi dove ci si occupa di informazione come ad esempio i telegiornali. Comunque sia preferisco ricordare questo tipo di televisione che mi ha dato l’input per fare le mie scelte lavorative, il teatro in primis, dato che con quello mi sono formata, con quello ho cominciato e con quello continuo. Sostanzialmente è un amore che dura da tutta una vita e non lo abbandonerò mai, perché mi regala costantemente emozioni nuove. Il cinema invece l’ho sempre definito un amante, ogni tanto si scappa dal teatro e si va sui set cinematografici. 

Come procede momentaneamente la tua carriera?

Attualmente ho concluso due spettacoli teatrali con la regia di Pier Francesco Pingitore. Il primo era la commedia ‘Per un pugno di sgay’ al teatro Tirso e poi abbiamo ripreso ‘Buon Compleanno’ al Salone Margherita. Per il resto ci prepariamo per il prossimo anno, ci sono parecchie cose da definire ma come ben sapete finché non c’è nulla di certo è meglio non parlarne.

Ma questa estate riuscirai a riposare oppure continuerai a lavorare?

Beh questa estate riproporrò il mio concerto, poi sono impegnata nella stesura della sceneggiatura di un cortometraggio che mi permetterà di cimentarmi come regista il prossimo anno. 

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