Mariella Nava è una delle cantautrici maggiormente apprezzate nello scenario canoro italiano. L’artista ha all’attivo una carriera trentennale sigillata da innumerevoli successi. Fin da bambina Mariella fa della musica la sua vita e a soli sette anni comincia gli studi classici sul pianoforte. Da giovanissima decide di spedire il brano “Questi figli” a Gianni Morandi che lo incide e lancia la ragazza nel mondo della musica. L’incontro con Morandi sigilla il primo lancio nel mondo dello spettacolo e costituisce il trampolino di lancio di una lunga e brillante carriera. Firma nel 1987 il primo contratto discografico e partecipa al Festival di Sanremo  con il brano “Fai Piano“. Successivamente scrive per grandi big italiani come Ornella Vanoni e Eduardo De Crescenzo e muove l’interesse dei più tra i quali Maurizio Costanzo e Renato Zero, quest’ultimo canta al Festival di Sanremo del 1991 il brano “Spalle al Muro” scritto proprio dalla Nava. Nel 2005 partecipa al reality “Music Farm” ed essendo sempre molto attiva nel sociale decide nel 2010 di istituire un concorso di canzoni legato al tema delle morti bianche. Dopo il suo ultimo lavoro firmato Mariella Nava e la collaborazione con il giovane cantante Marco Martinelli, reduce dall’esperienza di “Forte, Forte, Forte”, l’artista si racconta nell’intervista esclusiva a GenteVip.it

Mariella Nava: Intervista esclusiva a GenteVip
Mariella Nava: Intervista esclusiva a GenteVip

Mariella Nava: “Mi piace affidare alla musica le denunce importanti”

Quali episodi e quali sentimenti stimolano la creatività della cantautrice Mariella Nava?
Un pò la vita e il suo insieme, il suo porsi ai miei occhi, il suo meravigliarmi ogni volta, sia nelle cose buone, sia nei passaggi negativi e difficili che io riesco a risolvere in musica per me e per chi mi ascolta.

Tra i testi scritti per te stessa e per altri big italiani, ce n’è uno al quale sei particolarmente legata?
Ce ne sono diversi, però sicuramente in Italia quello che mi ha dato più notorietà e che mi conferma come autrice agli occhi di chi mi segue è “Spalle al muro”,  cantato da Renato Zero al Festival di Sanremo del 1991, che tratta il tema dell’anzianità e della vecchiaia.

C’è chi ha affermato che il Festival di Sanremo abbia perso negli anni il valore genuino che lo ha da sempre contraddistinto. Tu che hai partecipato a diverse edizioni, che idea hai in proposito?
Il Festival di Sanremo è un episodio importante per chi partecipa, perchè comunque ci si offre al pubblico nella chiave in cui si ci sente migliori, con il nuovo album o con il nuovo brano e quindi è un’ottima opportunità  per ritrovare chi già ci ama e ci aspetta. Dall’altro canto però è un modo di attivare in noi l’impegno migliore perchè è anche una gara e per entrare in competizione, si sa, bisogna allenarsi, bisogna mettere in atto tutte le forze e le energie che sappiamo di avere e quindi in questo senso sento che non c’è più, perchè lo si prende troppo sportivamente, è ormai una vetrina dove la canzone e la gara stessa non è il centro della storia. Alla fine come ogni cosa che si occupi di musica e che passi per la Tv oggi è molto più incentrata a considerare l’audience, il fattore visivo e poco quello musicale. Anche nella scelta della composizione di questo mosaico che si chiama Sanremo alla fine si guarda il volto più giovane per prendere il pubblico più giovane,  il brano che magari può prendere una platea più bassa, il testo che non è impegnativo, perchè in questo momento è richiesto il sorriso per forza, ci sono delle regola insomma da seguire ultimamente che prevalgono su quelle musicali, quindi quando arriva una bella canzone è l’ultima cosa da considerare e questo secondo me produce il male dello stesso contesto di Sanremo.

Mariella Nava tra i big per l’Earth Day Italia 2015 e al Tributo Anmil alle Vittime del lavoro. Quanto la musica può essere indispensabile per la sensibilizzazione sociale?
Io ritengo che abbia un valore elevatissimo, ritengo che con la musica si possano dire nel miglior modo possibile le cose, anche quelle importanti, non a caso è l’altra cosa che riesce a riunire la gente negli stadi, quindi diciamo che ha la stessa valenza di quando si gridano gli slogan per una giusta causa ed ha la stessa forza reattiva, però ha il potere di farlo in maniera collettiva e morbida, permeante per chi ci sa ascoltare e nello stesso tempo confortante, che non ci fa sentire soli. In questo senso la musica fa il suo lento lavoro e lo fa in maniera molto garbata per niente pericolosa. Mi piace affidare alla musica le denunce importanti.

Nel panorama canoro italiano c’è qualche giovane talento nel quale individui te stessa agli esordi?
E’ un pò difficile, perchè oggi è tutto un pò patinato, un pochino forgiato per arrivare subito, non si riesce a vedere il connotato del coraggio che è stato quello che mi ha contraddistinta da sempre e della coerenza e soprattutto anche del piglio musicale anche femminile. Sicuramente ci sono delle nuove cantautrici, leve che hanno voglia di raccontarsi e che non stanno molto in vetrine, le si vede piuttosto nei locali, nei club. Non hanno ancora un nome ma presto arriveranno alla ribalta, ne sono convinta, avverto un movimento di cui poco si parla ma che c’è. Ci sono tanti ragazzi che suonano, imbracciano una chitarra e sono totalmente diversi da ciò che si sente, da ciò che è esposto e in questo senso io lì vedo me, ecco perchè ho deciso di aprire un’etichetta di cui mi occupo, proprio per dare spazio a questo vivaio.

Mariella Nava: “Un sogno nel cassetto? Diventare mamma”

Ritirerai il premio Fim Award 2015 a Genova come migliore cantautrice. Quale è il segreto per rimanere sempre in auge dopo una carriera trentennale?
Beh, non preoccuparsi delle classifiche, tanto si sa raccontano poco. Incontrare direttamente il pubblico, oggi  ci sono le pagine social, insomma, ci sono i mezzi a nostra disposizione per essere vicini comunque a chi ci segue. E quindi il mio consiglio è essere sempre se stessi senza avere premure, senza doversi conformare con quelle che sembrano essere le tendenze e le mode. Avere un percorso che sia proprio e che non si confonda.

Una carriera brillante la tua, ricca di sacrifici e soddisfazioni, ma c’è un sogno nel cassetto che avresti voluto realizzare oltre a quello della cantautrice?
Essendo donna forse quello della mamma, però non mi sento di fare cose che forzino questo processo quindi non è successo e mi sono dedicata molto alla musica. Ho un marito meraviglioso e trovo nel mondo le persone di cui essere mamma. Si può essere mamme anche dando aiuto ai ragazzi, a chi in qualche modo potrebbe essere un figlio diverso da quello ombellicale.

In quali progetti vedremo in futuro coinvolta Mariella Nava?
Sto curando queste nuove leve attraverso questa etichetta di cui mi occupo e sto anche terminando un nuovo disco che credo esca per la fine dell’anno, a cavallo tra la fine di questo anno e l’ingresso del 2016. Di recente sto curando due dischi che ho fatto uscire con la mia etichetta, uno di Fausto Mesolella, noto chitarrista degli Avion Travel. Per la prima volta ho fatto uscire questo disco come cantante dove le canzoni sono scritte da lui e dal grande scrittore Stefano Benni, poi ho pubblicato anche digitalmente due canzoni nuove di Marco Martinelli, reduce da Forte Forte Forte, un video è intitolato “Laureato di talento” scritta da me e c’è anche un’altra canzone da scoprire che costituisce il lato B, che si intitola “La mia scommessa”, la quale narra il rapporto con suo padre. Nel video “Laureato di talento” racconta invece come si è presentato e l’esperienza a “Forte, Forte, Forte”.

 

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