Artista poliedrica, attrice e cantante. Lisa Angelillo, debutta in teatro quando aveva 16 anni e continua a studiare spaziando come attrice dal teatro classico a quello contemporaneo ed unendo alle varie collaborazioni teatrali quelle musicali in qualità di mezzo soprano drammatico. Studia canto in conservatorio per tre anni, dal canto lirico si specializza in quello leggero. Continua a perfezionarsi artisticamente sotto la guida di Michael Margotta all’Actor’s Center di Roma (di cui diventa membro onorario nel 2008) ma anche seguendo seminari e workshops con Francesca De Sapio, Doris Hicks, Stavros Tzachiris e per quanto riguarda il canto sotto la guida del M° Paolo Daniele, Eughenia Dundekova ed infine Mary Setrakian. Lavora nel teatro musicale e di prosa alternando esperienze sul set a concerti e recital. Tra i vari spettacoli teatrali in cui ha recitato ricordiamo “Mamma Mia!” di P.Garrington, “Il Letto Ovale” di G. Landi, “Nunsense” di F.Angelini e “The Full Monty” di Gigi Proietti. E’ stata anche lead voice in “Concerto Fotogramma” del M° Nicola Piovani ed in “Partirò” recital che l’ha portata a cantare nel gran Teatro di Shanghay in Cina. E’ stata la protagonista del musical “Solo tu” con le canzoni dei Matia Bazar e la vedremo nel musicalKarol Wojtyla – La vera storia”, regia di Duccio Forzano, al Teatro Brancaccio di Roma dove resterà in scena fino al 4 maggio. Si confida in esclusiva a GenteVip.

Lisa Angelillo: Sono una specie di Marcovaldo donna, uno spirito attento, critico ed osservatore
Lisa Angelillo, attrice teatrale e cantante si racconta a GenteVip

Lisa Angelillo, stupefacente attrice teatrale e cantante. Ma chi è nella vita quotidiana quando non recita sul palcoscenico?

Nella vita reale sono una specie di Marcovaldo donna, uno spirito attento, critico ed osservatore. Sono anche una moglie, una mamma di 3 cuccioli pelosi, una instancabile formica laboriosa… nella vita reale sono molto più formica che cicala… Sul palco molto più rock che lenta!

Quando è nata la tua passione per il teatro?

Da sempre! Ho debuttato ufficialmente a 16 anni ma credo di aver dato sempre spettacolo in casa e fuori! La passione per questo mestiere non te la insegnano, ci nasci.

Cosa hai provato a lavorare con il grande Gigi Proietti in “Full Monthy”?

Gigi è sempre nel mio cuore perché lui mi ha avuta a battesimo nel passaggio dal teatro regionale a quello nazionale! È un regista strepitoso, divertente, intelligente! Mi piacerebbe lavorare di nuovo con lui!

Tra i ruoli interpretati, a quale ti senti legata maggiormente?

Tutti e nessuno! Ognuno di quei ruoli mi ha regalato una scoperta, con ognuno di loro ho condiviso un momento preciso della mia vita e ho incontrato colleghi con cui ho stabilito relazioni, scambi, segreti… nessun ruolo mi ha dato più di un altro perché li ho vissuti tutti con la stessa passione impegno professionalità e amore… ognuno di loro è stato una specie di parto… ed i figli sono tutti unici nella loro diversità.

Se fossi un’opera teatrale, quale saresti?

La prima cosa che mi è venuta in mente è Moby Dick… nasce come romanzo, non come opera teatrale, ma mi è stato insegnato che la prima cosa che ti viene in mente è solitamente pregna di grandi significati e risposte… adesso proverò a cercare le mie!

Grande successo per il musical “Solo Tu”. Com’è stata questa esperienza?

L’esperienza di “Solo Tu” è stata intensissima e mi ha fatto conoscere il meraviglioso e zen Carlo Marrale (assieme a tutti i Matia Bazar), mi ha fatto tornare in scena al Teatro della Luna e mi ha regalato un ruolo da protagonista divertente, intenso ed unico! Vorrei rifarlo! Speriamo accada presto!

Quando “indossi” la maschera, quali sensazioni cerchi di trasmettere al pubblico?

Un attore cerca e lavora ogni sera intanto per poter rivivere egli stesso le sensazioni da trasmettere al pubblico. Il lavoro in teatro è difficile proprio perché devi ritrovare la genuinità di una emozione nella ripetizione del copione sera dopo sera. A voi sembra noi si dica e reciti sempre lo stesso copione in realtà ogni sera quando “vestiamo la maschera”, come dite voi, va in scena una battaglia continua tra attore e personaggio ed ogni sera scopri qualcosa di nuovo, sperimenti un diverso “accomodamento”, ogni sera è una vita nuova che si muove in scena ed in te! Recitare un personaggio è una ricerca continua, un approfondimento continuo… Si finisce per conoscere meglio le emozioni del personaggio che le proprie!

Sei entrata a far parte del cast nel musical “Karol Wojtyla. La vera storia”. Quale ruolo interpreterai?

Interpreto la mamma di Karol Wojtyla: Emilia Kaczorowska.

Che emozione sarà per te?

Interpretare una donna realmente esistita è una responsabilità grande perché non si tratta solo di immaginare un personaggio su carta, si tratta di rispettare anche la memoria di una donna meravigliosa in carne ed ossa che è vissuta per davvero. La mamma di Wojtyla era una donna eccezionale: materna, forte, con una grande fede a sorreggerla nella malattia. Io ogni sera chiudo gli occhi e le chiedo di starmi vicino, di non lasciarmi sola.

Quali progetti hai per il futuro?

Per il futuro spero come sempre di poter lavorare in situazioni professionali, a contatto con grandi professionisti che sanno unire devozione, qualità e serietà. Detesto trovarmi in situazioni di cialtroneria o incapacità o superficialità perché questo che facciamo noi del campo artistico è un LAVORO. E’ un lavoro socialmente utile perché insegna e fa sognare, perché può lenire ferite, far divertire o renderci spensierati ma è un LAVORO e troppo spesso invece il Dio denaro o una detestabile incapacità rendono tutto questo sudato lavoro solo una Buffonata.

Crediti foto: ph. Maurizio D’Avanzo, ph. Mirjana Panovsky

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