Il Trono di Spade: INTERVISTA – Anche la serie televisiva più seguita degli ultimi anni, Game of Thrones/Il Trono di Spade, ha partecipato al Taormina Film Fest 2016. Presente in conferenza stampa l’attore Ian Glen, che interpreta Jorah Mormont.

La serie, diretta dal regista Mark Mylod e trasmessa su Sky Atlantic, è stata girata in diverse parti del mondo cui Croazia, Spagna, Malta e Irlanda ha incantato tutto il mondo per la sua storia avvincente e coinvolgente. Ian Glen durante la Tao Class ha raccontato ai presenti qual è stato il suo percorso di studi, cominciato a Royal Academy of Drammatic Art e continuato sul palcoscenico grazie alle interpretazioni delle opere shakespeariane.

Ian Glen Taormina Film Fest 2016 intervista
Ian Glen

Durante il racconto ha spiegato che la sua carriera d’attore è cominciata grazie ad una partecipazione allo spettacolo The Crucible, di Arthur Miller, proposta da un amico; a fine serata una ragazza del pubblico lo raggiunse in camerino e si complimentò: “Lì ho capito che quella era la mia strada”.

Nel serie Game Of Thrones/Il Trono di Spade c’è qualche richiamo alle opere di Shakespeare? Ma soprattutto come andò quando la convocarono per i provini?

Assolutamente sì, Shakespeare è un autore universale! Quando ho fatto il provino per la serie non avevo idea di chi avrei incontrato, questi in Usa si chiamano show runners. Ero convinto di essere andato bene, ma con il passare dei giorni ne cominciai a dubitare. Poi invece la chiamata è arrivata e abbiamo girato l’episodio pilota.

La tua esperienza da attore teatrale quanto è contata poi davanti alla macchina da presa?

Credo che l’esperienza teatrale sia importante per la recitazione nel cinema, anche se ci può essere comunque il rischio di esagerare. Considera che gli inglesi hanno un modo di recitare troppo dimostrativo, mentre se c’è un difetto nel mondo della recitazione degli attori americani riguarda il lasciarsi andare al coinvolgimento emotivo. 

Come definiresti il tuo personaggio nella serie?

Sicuramente è un uomo di animo nobile, altruista e appassionato. Comunque sia per me è difficile mettermi da parte, uscire dal personaggio e guardarlo con gli occhi del pubblico. Quando mi calo nel personaggio che devo interpretare non penso a questi aggettivi. 

Puoi raccontarci un aneddoto accaduto sul set?

Sì, ho fatto sesso con almeno tre membri del cast. No, scherzo. In realtà non ci vediamo spesso con gli altri attori, se non quando guardo la serie in tv. Ma un momento divertente è stato legato ad un attore, di cui non farò il nome, che fa spesso uso di alcol e droga. Dato che viene spesso in ritardo sul set gli abbiamo detto che era uscita una legge per cui dei medici sarebbero venuti a fare analisi e controlli antidoping agli attori. Nel caso in cui uno di noi fosse stato trovato positivo sarebbe stato buttato fuori. Ricordo che in quel caso ci credette davvero e quindi gli mandammo un finto medico.

Quali esperienze di vita hanno influito sul costruito sul tuo modo di fare l’attore?

Senza ombra di dubbio alcuni episodi accadutomi quando ero bambino e la paternità arrivata quando avevo trentadue anni. Queste sono cose a cui comunque penso spesso.

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