Elia Giodano Luca, conosciuto come il Mago Elias, comico e mimo eclettico. Sin da giovanissimo frequenta corsi di teatro comico e mimo e si appassiona all’arte della scena ed inizia a creare il personaggio del mago, il famoso Mago Elias. Nel 1989 si esibisce all’estero in uno speciale sulla televisione svizzera e in viaggi organizzati per le aziende ai Caraibi, Egitto, Creta ed allo Sporting Club di Montecarlo. Partecipa a spettacoli teatrali nelle maggiori piazze italiane e nei più celebri cabaret milanesi fra cui il noto Zelig di viale Monza. Nel 2004 partecipa al laboratorio Zelig dove caratterizza nuovi personaggi che entrano a far parte dello spettacolo “ZeligNolimits”. Un personaggio che riesce sempre a sorprendere e stupire, un professionista alla ricerca di nuove performance per coinvolgere il pubblico. Elia viene definito spesso “…un saltimbanco, una maschera della Commedia dell’Arte. Furbo come Arlecchino, tenero come Pulcinella, e scaltro come brighella… “. A differenza di molti artisti che hanno una formazione prettamente televisiva Luca Elia conserva il senso del palcoscenico e una sensibilità comica riscontrabile nella tradizione della Commedia dell’Arte con la cultura dei grandi classici anglosassoni come Jerry Lewis, Jango Edwards, Mac Ronay. E’ il re dei camuffamenti scoperto a “Zelig Off”. In esclusiva a GenteVip.

Il mago Elias si racconta a GenteVip
Luca Elias, il mago di Zelig Off si racconta a GenteVip

Luca Elias, comico e mimo eclettico. Chi è nella vita quotidiana quando abbandona la maschera?

Prima cosa un ringraziamento agli amici di GenteVip, Natascia e Romina Malizia. Veniamo alla domanda. Credo di essere una persona che ama le cose semplici della vita, i buoni sentimenti e i sorrisi. Iniziai questo mestiere molto giovane, ero timido, come si può dire, “avevo vergogna di mostrare il mio lato ebete”. Dietro la maschera del personaggio mi sentivo protetto e libero di esprimere me stesso. In realtà la maschera più che nascondere, mostrava la mia vera identità di comico. Ho scritto recentemente un articoletto proprio sulla maschera del personaggio nel mio blog www.lucaelias.com

Totò asseriva che “non si può essere un vero attore comico senza aver fatto la guerra con la vita”. Cosa ne pensi?

Domanda molto interessante. Penso che più o meno tutti facciamo la guerra con la vita. Henri Bergson nel suo saggio sul riso dice che il comico sta tra “l’arte e la vita” e io dico che il comico prende in giro la vita con arte. Senza dubbi chi ha vissuto le proprie esperienze con intensità e profondità ha più materiale su cui costruire un contenuto comico. Inoltre credo che ci sia una differenza importante tra un attore comico, e un comico. Attori si può diventare studiando molto e perfezionandosi con il tempo e un attore preparato può recitare parti comiche. Invece la natura del comico è diversa si può far ridere, anche se non si è un bravo attore. La natura del comico è più vicina a quella del clown.

Quali sensazioni cerchi di trasmettere al pubblico?

Più che altro è un dare e avere. Per quanto mi riguarda sono i risultati che continuano a motivare l’entusiasmo per il mio lavoro. Fin tanto che sentirò scoppiare le risate, gli applausi spontanei, i complimenti di fine serata e vedrò altri artisti ispirarsi al mio lavoro, continuerò ad essere molto impegnato a divertirmi per divertire a emozionarmi per emozionare con la passione di sempre.

Come è nata la passione per il teatro comico?

Volevo fare l’attore drammatico ma la gente rideva mio malgrado a causa di un problema di balbuzie che inizialmente non sentivo cosi importante. Nella mia biografia scrivo che nelle prime recite nel teatro amatoriale insieme ad altri attori, dovevo recitare parti drammatiche . Gli altri attori che lavoravano con me si innervosivano perché nelle mie parti la gente rideva e rovinavo il clima drammatico che avevano creato con tanta fatica. Così decisi di produrre da solo i mie spettacoli. Forse è vero quando si dice che non sei tu che scegli questo lavoro ma è il lavoro che sceglie te.

Vieni definito spesso “maschera della Commedia dell’Arte”. Tu come ti descrivi?

Più che un attore comico, un mago, un clown preferisco definirmi un professionista cacciatore di sorrisi, è la mia passione.

Se fossi un personaggio oppure una maschera della commedia dell’arte, chi saresti?

Forse il personaggio di Pulcinella, quello napoletano. “… come è bella, come è bella a città e Pulcinella …”. Il Pulcinella burattino non è più servo e servitore, ma un archetipo di vitalità, un anti-eroe ribelle e irriverente, alle prese con le contrarietà del quotidiano e i nemici più improbabili. Credo di essere burattino e burattinaio nello stesso tempo. Muovo i personaggi/maschera che ho inventato come un burattinaio muove i suoi burattini.

Sei impegnato in progetti e spettacoli attualmente?

Sono molto impegnato a girare l’Italia in lungo e in largo dove presento i miei spettacoli ovunque ci sia da “ammazzare la tristezza”. Il mio spettacolo per intrattenere, incantare e divertire con le cose che so fare meglio. Una magia, una gag, una battuta, un personaggio e tra frizzi, lazzi e sciocchezzuole passare un’oretta a gustarmi gli applausi e la gente che si smascella dalle risate.

Un saluto speciale per i lettori di GenteVip.

Con un sorriso a trentadue denti abbraccio di cuore voi e i vostri lettori augurandovi il meglio. “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”. Charlie Chaplin

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