Giordano Petri esclusiva – Giordano Petri torna a mettersi alla prova con un nuovo progetto, “Andrea Doria: I passeggeri sono in salvo?”. Questa volta Giordano Petri interpreta un personaggio che gli permette di dar sfogo alla sua sete di verità e curiosità.

Giordano Petri è uno dei protagonisti del docufilm “Andrea Doria: I passeggeri sono in salvo?”, presentato a Genova lo scorso 25 luglio. In questa nuovo lavoro veste i panni di un astuto giornalista ostinato a scoprire la verità sulla notte del tragico naufragio. Cosa sarà successo realmente quella drammatica sera a bordo della nave italiana?

Giordano Petri giornalista in Andrea Doria: I passeggeri sono in salvo? 

Giordano Petri, Giordano Petri intervista, Andrea Doria

Un viaggio indietro nel tempo che Giordano Petri ha fatto insieme al suo personaggio. La curiosità, la voglia di sapere cosa successe realmente quella notte. Il tutto raccontato attraverso le varie testimonianze, rese note grazie al personaggio di Petri. L’esperienza lavorativa di Giordano Petri si fonda su basi solide, anni di studio e tanta caparbietà. La sua carriera, infatti, mostra una crescita formativa particolare che si affaccia su più fronti.

Giordano Petri, Giordano Petri intervista, Andrea Doria
Giordano Petri

Come si sta evolvendo la tua carriera?

Devo dire che si sta evolvendo molto bene. Da poco è uscito il docufilm “Andrea Doria: I passeggeri sono in salvo?”. Questa nuova pellicola è arrivata in occasione del sessantesimo anniversario del naufragio della nave Andrea Doria. La nave italiana nel 1956 si scontrò al largo delle acque newyorchesi con il mercantile svedese Stockholm. Non a caso in questo docufilm rivesto i panni di un giornalista impegnato nella ricostruzione dei fatti. Nel mio percorso infatti mi farò aiutare dal racconto della sopravvissuta Pierrette Simpson.

Il film è stato presentato il 25 giugno a Genova. Ma quale sarà la peculiarità del tuo personaggio?

Senza ombra di dubbio la curiosità. Il mio personaggio è un giornalista di cronaca che vuole conoscere la verità. Questo lo porta ad essere in un certo qual modo anche scrupoloso, tanto che ascolterà tutti i sopravvissuti. Poi, ripeto, è un giornalista di cronaca, quindi può risultare un po’ scomodo e fastidioso, ma lui comunque cercherà di non varcare certi limiti. Però grazie alla sua temerarietà riesce a dare una visione realistica a quanto successo.

Pensi di avere delle affinità con il tuo personaggio?

Guarda io sono un attore un po’ anomalo. Quando scelgo se interpretare o meno il personaggio vedo se posso mettere del mio. Sostanzialmente quello che cerco di fare è scegliere dei personaggi che comunque apportano una crescita anche personale. Per quanto riguarda questo docufilm, ad esempio, il mio personaggio mi ha permesso di dar sfogo alla mia sete di verità.

Giordano Petri racconta le sue passioni

Giordano Petri, Giordano Petri intervista, Andrea Doria
Giordano Petri

Cosa vuol dire per te “recitare”?

Per me è ossigeno! Questo è uno di quei mestieri che non scegli. O sei attore o non lo sei. Un po’ come i giornalisti appunto, è una cosa che hai nella tua indole. Tirar fuori questo fuoco sacro nel mio lavoro è essenziale. Ma comunque considera che poi c’è sempre un percorso di studi da fare, anche se, essendo la tua passione, fai meno fatica.

Qual è l’esperienza lavorativa più importante che ti ha permesso di affinare le tue qualità?

Senza ombra di dubbio l’esperienza teatrale vissuta con Valeria Ciangottini. In quel periodo lei aveva contribuito a fondare un’associazione culturale in collaborazione con il Teatro Stabile Dell’Umbria e io poi l’ho raggiunta. Questa esperienza mi ha completamente aperto le porte del mondo della recitazione, in modo un po’ traumatico. (Ndr ride). Comunque sia ero stato chiamato per recitare nel saggio di fine anno e io ero totalmente emozionato. Giunto lì, carico e pronto per lo spettacolo, mi sono bloccato in scena! Da quel giorno in poi però ho acquisito quell’autostima importante che mi ha permesso di fare questo lavoro. 

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