Lo sguardo profondo e la voce calda di Francesco Stella, attore e regista italiano, che ha all’attivo una lunga carriera televisiva, hanno fatto sognare le numerose fan. Nel 1998 Stella esordisce ne “Il commissario Montalbano” interpretando l’agente Gallo, ruolo che si conferma anche l’anno seguente. Successivamente continua ad alternare lavoro di attore e aiuto regia e gira alcuni spot pubblicitari. Tra le prime esperienze figura il ruolo di protagonista nel videoclip di Pino Daniele “Che cosa penserai di me”. Tra i suoi lavori televisivi ricordiamo “CentoVetrine”, “Un posto al sole”, “L’ispettore Giusti”. Per il cinema ha partecipato invece al film “Besame Mucho” ed è stato il protagonista di diversi cortometraggi. L’attore italiano oltre all’immediato fascino estetico nasconde un’anima sensibile ed è attualmente impegnato nella registrazione di uno spot a favore del recupero dei cani randagi. Francesco Stella si racconta a Gente Vip.

Francesco Stella da Cento Vetrine in esclusiva su Gente Vip Gossip News
Francesco Stella

Francesco Stella: “L’amore è una cosa meravigliosa…”

Non è semplice inseguire un sogno come quello dell’attore. Quali sono state le difficoltà maggiori?

Beh, non è stato semplice nel senso che è un periodo in cui c’è molta poca attenzione nei confronti degli attori e c’è molto poco lavoro. La crisi economica secondo il mio parere si fa molto sentire nel campo dello spettacolo perchè si pensa sia la cosa meno importante, un aspetto di cui si possa fare a meno e questa è forse un segno di ottusità politica, perchè in realtà proprio in momenti di crisi uno dovrebbe ambire a momenti di svago culturale.

Hai lavorato sia come attore sia come aiuto regia. Quali sono le differenze sostanziali tra il lavorare dietro e davanti la macchina da presa?

Oltre a lavorare come aiuto regia ho lavorato anche come regista e ho lavorato per cinque anni come viceproduttore creativo. C’è, secondo me, una difficoltà italiana rispetto a chi come me ha un curriculum o meglio due carriere parallele, nel senso che c’è questa idea che uno debba fare o l’uno o l’altro, in realtà quella che è la mia esperienza personale, è che le due strade in realtà non sono per nulla parallele ma sono due strade che fanno sì che le esperienze che uno ha in un settore se le possa portare nell’altro e viceversa, quindi da attore so quali possano essere le difficoltà di un regista, dalla produzione e da regista posso sapere quali sono le difficoltà di un attore e quindi capisci anche meglio come gestire determinate situazioni. In Italia spesso si pensa che uno debba scegliere tra l’uno e l’altra ma in realtà si tratta della stessa carriera.

Quale ricordo conservi dell’esperienze del videoclip “Che cosa penserai di me” di Pino Daniele?

Ero molto piccolo e per me Pino Daniele era già un mito, io l’ho sempre ascoltato già da prima di girare questo videoclip quindi per me fu un emozione grandissima lavorare con lui. Quando ho saputo della sua morte, avvenuta da poco, la cosa che mi ha colpito è che quando giravamo già non stava bene e infatti ricordo che lui girava e subito veniva accompagnato in camerino per riposare. Quindi se dovessi definire l’esperienza che ho con Pino Daniele è sicuramente il ricordo di una persona che non si è arresa, perchè comunque è uno che ha combattutto fino alla fine e che ha fatto concerti fino a poco prima che morisse e quell’aspetto lì è  quello che mi ha emozionato molto.

Hai affermato che nella maggior parte dei casi chi partecipa a un provino non sa come affrontarlo. Quali sono i consigli che daresti a chi sceglie di partecipare?

Questo è un errore che si fa spesso e che ho  fatto io come tanti altri all’inizio della carriera, nel senso che quando vai a un provino spesso capita che l’errore più comune è quello di avere un’idea troppo precisa di quella che è la parte che ti è stata affidata in quel provino e quando arrivi con un’idea troppo precisa è normale che quando la fai davanti al casting o davanti al regista è facile che questi ti guardino e ti dicano: “Adesso fammela più allegra, più triste o disperata”, e se tu l’hai interiorizzata troppo e non hai gli strumenti per cambiare in poco tempo, perchè è una cosa che ti viene con l’esperienza, il rischio è che chi ti veda pensa che tu non abbia delle capacità perchè non riesci a cambiare registro. Quindi quando prepari un provino dovresti avere la capacità di prevedere altre possibilità e non è solo l’idea che ti sei fatto tu, anche perchè spesso quando ti mandano un copione non ti danno molte indicazioni, quindi se c’è un profilo/personaggio preciso ti puoi basare su quello, ma come spesso accade ti mandano una scena e ti dicono di prepararla e se vai troppo convinto di una tua idea può essere che non sei in grado di accogliere le idee di chi ti propone la parte e non è cosa da poco.

Sei sulla scena televisiva ormai da anni, c’è chi ha dichiarato di aver visto un drastico calo qualitativo nella tv italiana. Qual è la tua idea in proposito?

Non è assolutamente vero. Nel senso che la Tv è fatta di tante cose, io sono tra quelli che si arrabbiano molto quando sento colleghi che denigrano certi prodotti considerandoli di serie B o serie C e credo che il pubblico scelga, ha tutta la facoltà di scegliere e in Tv ci sono cose curate meglio, quindi no, non belle o meno belle, ma curate meglio che hanno ascolti altissimi e cose meno curate che hanno altrettanti ascolti altissimi. Quindi non si può fare una colpa a chi produce cose che vengono considerate da alcuni meno interessanti. Nel senso che la Tv ha a che fare col commerciale, bisogna vendere spazi pubblicitari, quindi bisogna fare ascolti e se un certo tipo di prodotto fa ascolti va fatto. Se poi si fa un discorso sul cinema italiano allora si apre un mondo, visto che poi anche lì  è una delle poche realtà che ha mantenuto alcuni finanziamenti statali, io mi aspetterei un coraggio diverso, nel senso che non mi aspetterei di vedere  l’ennesima commedia romantica finanziata dallo stato ed è una cosa che mi fa arrabbiare perchè il produttore può fare tutte le commedie romantiche che ritiene opportune, ma lo Stato dovrebbe finanziare il progetto che avrebbe più difficoltà, perchè il ruolo dello Stato deve essere quello. Ma sulla Tv che è calata di qualità sono in disaccordo, non è affatto vero, avevamo “Non è la Rai” e altri programmi bellissimi vent’anni fa e oggi è uguale, ci sono programmi e trasmissioni e fiction meno interessanti per me Francesco Stella, ma non necessariamente per il resto dell’Italia e poi abbiamo fiction pazzesche, curate benissimo che io, in quanto spettatore e non attore, guardo.

Che rapporto ha Francesco Stella col sentimento dell’amore?

Bellissimo, vivo di quello. Chi fa il mio lavoro dovrebbe masticare sentimenti il più possibile e dovrebbe essere aperto ad accogliere ciò che arriva dall’esterno sia di positivo che di negativo, elaborarlo e farlo diventare proprio. Con l’amore abbiamo avuto tanti problemi, come tutti, in passato tante batoste di quelle brutte, ci siamo tanto innamorati ma è una cosa meravigliosa nel senso che quello che sono lo devo anche alle batoste e alle cose belle che mi sono capitate in amore.

Quali ritieni siano il tuo peggior difetto e il tuo miglior pregio?

Il miglior pregio è facile perchè gli attori se li riconoscono tutti e ne conosco anche alcuni che altri non sanno, ma quello è un altro discorso (ride, ndr) comunque il mio miglior pregio è senza dubbio la generosità, sono uno che si mette molto a disposizione, non degli altri in generale, ma nei confronti delle persone a cui voglio bene e per me non esiste la via di mezzo, mi dò al mille per cento con tutto sia storie d’amore, sia storia d’amicizia, sia famiglia. Il peggior difetto  è la testardaggine, sono cocciuto veramente, delle volte mi darei delle sberle da solo perchè quando parto con un’idea è difficile che la cambi, o meglio ci metto un pò e quando mi fanno capire che sto prendendo una strada sbagliata, ci arrivo. Nel tempo però mi devo ostinare a pensare che quella sia la cosa giusta. Quindi direi che un pò di testardaggine siciliana c’è.

In quali progetti futuri ti vedremo coinvolto?

In questo momento sto aspettando una risposta per una seconda serie ma ancora non è ufficiale ma a settembre dovrei cominciare a lavorare su una fiction e attualmente sto collaborando allo startup di una scuola di recitazione a Roma e invece ad agosto sarò regista di uno spot per l’OIPA – Organizzazione Internazionale Protezioni Animali, io sono un “canaro” ne terrei 55 se avessi tempo e spazio per poterli tenere, ma visto che non lo posso fare li aiutiamo diversamente attraverso questo spot per il recupero dei cani randagi che purtroppo in Sicilia è un fenomeno molto diffuso.

Credito foto: Emanuele Menduni

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