Ricevere un premio che porta il nome della persona che si è amata da anni e che è stato il faro della propria carriera penso che sia il miglior riconoscimento per ogni artista. E’ successo a Emanuela Tittocchia, la nota attrice e conduttrice, che qualche giorno fa, presso la Camera dei Deputati, ha ricevuto il Premio “Antonio De Curtis per la Fiction. Una grande soddisfazione per la raffinata artista, che ha mosso i primi passi verso il cinema proprio guardando la tv e innamorandosi di quel personaggio che poi è diventato la sua fonte di ispirazione. Nonostante la sua laurea in architettura, Emanuela non ha saputo resistere al suo travolgente desiderio di fare teatro e televisione tanto che, nonostante la sua giovane età, ha già segnato dal 1991 ben 25 anni di carriera. Voyager, Centovetrine, Un posto al sole,  Ho spostato uno sbirro, La Talpa, Mattino 5, Pomeriggio 5, Non smettere di sognare sono solo alcuni dei suoi importanti lavori. Presentatrice di molti eventi prestigiosi e molto apprezzata come opinionista, come a Buona Domenica e Mattina in famiglia, non ha mai dimenticato la sua passione per il canto, passione che sta recuperando alla grande.

Emanuela Tittocchia intervista esclusiva a Gente Vip
Emanuela Tittocchia

Emanuela Tittocchia e i suoi ex fidanzati: “Quando Thyago partì per il Brasile mi aveva chiesto di andare a trovarlo ma…”

Hai da poco ricevuto il premio per la fiction “Antonio Curtis”. Cosa rappresenta questo riconoscimento per te?

Emanuela Tittocchia intervista
Emanuela Tittocchia intervista

L’emozione più bella, è stata una grande soddisfazione ricevere il premio intitolato a Antonio De Curtis. Totò è il mio più grande amore ed è lui che mi ha spinto a fare questo lavoro. I miei genitori mi dicono che da piccola, nonostante io sia di Torino, ero già innamorata di Totò, perché indicavo la televisione chiamandolo: è una cosa che ho da sempre. Quando sono cresciuta insieme alle mie amiche scrivevo tutte le frasi dei suoi film: ero proprio innamorata pazza; è il mio grande punto di riferimento, mi ha proprio strutturato. Ricevere proprio il premio dedicato a lui, alla Camera dei Deputati di Roma, un posto prestigioso e importante, è stata una gioia immensa: qui ho recitato un pezzo del film del ’53, “Il più  comico spettacolo del mondo”, in cui lui fa una preghiera che poi è diventata la preghiera del comico.

In realtà tu sei architetto: come è avvenuto il “dirottamento” verso la recitazione?

Ho cominciato la scuola di teatro mentre facevo architettura, nel secondo anno ho portato avanti tutte e due le cose insieme. La vera passione erano il teatro e la televisione, però ho studiato tanto, mi sono laureata con un bel voto, mi sono concentrata e ho fatto una bellissima tesi. Il teatro è una vera passione sin dall’inizio, poi è arrivata la televisione. In realtà non ho mai pensato di fare l’architetto; ci sono stati dei momenti in cui pensavo (siccome mi sono laureata con una tesi in allestimento di un’opera teatrale) di poter fare la scenografa, ma in realtà io amo recitare. Tutte le altre figure professionali non mi interessano: devo tirar fuori  sempre la mia creatività, altrimenti impazzisco.

Quando hai iniziato a fare televisione, quale era il tuo punto d’arrivo?

Non ci ho mai pensato veramente. Vivo molto nel presente, non penso mai a dove vorrei arrivare. Mi piacerebbe sicuramente poter avere la possibilità di condurre una trasmissione; mi lascio molto andare, dipende da come vanno le cose e dove mi porta la strada. All’inizio volevo riuscire a vivere a Roma e mantenermi facendo questo lavoro e ci sono arrivata 15 anni fa. Vorrei fare sempre di più, perché cambiano sempre i desideri, man mano che passa il tempo. C’è sempre voglia di fare altre cose, ora ho ripreso a cantare. Mi piace farlo, ho sempre cantato. Vorrei fare uno spettacolo musicale che sto scrivendo.

Quando e in quale occasione hai capito di avere fatto la scelta giusta?

Qualche giorno fa, ad esempio, è stata una di quelle occasioni. E’ difficile fare questo lavoro, non bisogna soltanto recitare e stare sul palco ma avere anche a che fare con le persone dell’ambiente, perché non c’è meritocrazia e questo lo sappiamo. Conosco attori stra-bravi, persone eccezionali, magari attori minori che non arrivano in televisione, ma lo fanno invece quelli che sono amici di qualcuno. Il giro della conoscenza in Italia è forte, o comunque se entri devi sempre tenere i rapporti, perché sono fondamentali. Secondo me i produttori e i registi dovrebbero andare nei teatri, come si faceva una volta, non stare nelle loro case dorate. I grandi, come Troisi, sono stati scoperti così: in questo modo si scoprono i veri talenti. Momenti di sconforto ci sono stati, quando facevo altro; però poi ci sono state occasioni come quella che mi è capitata qualche giorno fa, che è stata fortissima e che ti fa ritrovare l’origine, e dici: “Ecco perché io amo questo, è la mia vita”. Per esempio 4 anni fa ho presentato con Claudio Baglioni, ad O’Scià, quattro serate di spettacolo: un concerto a Lampedusa  con tutti i più grandi cantanti e personaggi d’Italia internazionali. Ero con lui a presentare e c’erano Pino Daniele, Loredana Bertè, i Dik Dik, Amedeo Minghi, ecc.. Anche il quel momento mi sono detta: “Hai fatto la scelta giusta. Non vorrei essere da nessun’altra parte, ma vivere quelle emozioni lì.” Vale la pena fare tutti i sacrifici, tanto i sacrifici li fanno tutti: è una soddisfazione.

Con quale ricordo racconteresti il tuo approccio con la televisione e il cinema?

E’ stato molto graduale. Ricordo quando mi hanno chiamato per dirmi che mi avevano preso a Centovetrine. Pensavo che si fossero sbagliati perché mi hanno chiamato per la prova costumi e io ero a Torino. Non avendo avuto comunicazione da nessuno, pensavo fosse uno sbaglio, invece, poi, mi hanno comunicato che dovevo interpretare il ruolo di Carmen. Prima ho lavorato tanto per le televisioni private, con la soap un po’ meno: non è stato un passaggio dal niente a protagonista assoluto, ma sempre tutto graduale nella mia vita, anche la collaborazione con Mattino 5, la Posta del Cuore. Proprio la gavetta vera, dal poco sempre di più, sempre più cose, sempre più soddisfazioni. A un certo punto si fanno delle scelte, si è anche meno in video, perché si sceglie di non parlare di certe cose. E’ obbligatorio essere selettivi a un certo punto. Vent’anni fa, magari, andavi in posti dove ti davano poco, o magari avevi dei problemi che ora non hai più e puoi permetterti di non fare certe cose. Una volta ho sentito parlare Fiorello che diceva: “Quando si arriva dove sono arrivato io, non è facile poi ritornare in televisione, perché devo fare qualcosa sempre più importante per andare avanti, non indietro.” Io ho fatto Voyager, Forum e molto altro: più vai avanti più è complicato. Purtroppo oggi la televisione è uni-direzionale, c’è sempre più cronaca e meno varietà.

C’è qualcosa di cui hai particolarmente paura?

Non so perché, ma non riesco ad avere paura. Ho solo paura dell’acqua alta, dove non tocco. Vivo a Roma e sono volontaria al Santo Spirito per il Giubileo, cammino per strada e non ho paura. Nemmeno del futuro, delle persone, delle malattie. Un astrologo un giorno mi ha detto “Con i pianeti che hai tu, non avrai paura”. Ho tanti pianeti in Leone che mi fanno essere incosciente, come se fossi un bambino: i bambini non hanno paura se non gliele mettiamo noi. Io mi prendo molto la responsabilità delle mie azioni: se devo chiudere una cosa o se devo mandare una persona a quel paese, anche se forse in futuro potrebbe chissà cosa fare, io chiudo. Non ho barriere, sono sempre alla ricerca della verità. E questo spiazza molto le persone.

Se ti proponessero un ruolo da protagonista in un film horror accetteresti?

Sì. Basta che non mi trucco la mattina, appena mi sveglio e sono già pronta per un film dell’orrore (ride, n.d.r.). Poi mi hanno detto (come anche la figlia di Dario Argento raccontava) che quando giri non te ne accorgi. Quello che fa tanto è la musica, le luci, tutti gli effetti che mettono dopo: è quando lo vedi che hai paura. Mi piacerebbe fare un film dell’orrore, è divertente.

E’ apparsa di recente una notizia in cui dichiaravi: “Volevo una terza di seno”. Che rapporto hai con il tuo aspetto fisico?

Io mi piaccio raramente. Non sto molto a pensare come sto o come non sto, perché penso a cosa devo fare, cosa devo dire, più che a quello che la gente vede. Non ho mai fatto un gel alle unghie, nè extension, sono così; magari poi mi trucco, metto lo smalto rosso. Ci tengo molto, ma non è la prima cosa. Non mi sono mai sentita “figa” come certe; ci sono alcuni momenti particolari in cui io sono “in tiro”, e allora lì dico “che bella che sono”, grazie a chi mi ha truccata, chi mi ha pettinato. Sono molto contenta di come sono, ma non punto su quello.

Con quale attore ti piacerebbe poter lavorare un giorno?

Quelli che amo io sono morti: avrei dato l’anima per recitare con  Totò, Massimo Troisi, Alberto Sordi, Mastroianni, Nino Manfredi. Amavo la classe e la bravura di questi artisti della commedia italiana. Uno che a me piace tanto è Clint Eastwood: avrei voluto fare un western con lui. Mi piaceva John Travolta, ora un po’ meno.

Come descriveresti il tuo carattere?

Di base sono buona, gentile, onesta, tutte queste cose pesanti… non è che sono molto contenta. Sono molto pignola, le cose devono essere fatte per bene, sia per me che per gli altri. Sono molto ingenua, ancora molto bimba nelle cose. Però sono molto determinata e non torno indietro. A volte ci si aspetta che, siccome sono così, accetto tutto. All’1, 2, e 3 ti dico che non mi piace questa cosa, poi sparisco. Io non sto a perdere il tempo a discutere con la gente per niente. Non ho la via di mezzo, non tengo i rapporti rimanendo a metà: ti do tutto, ma quando mi accorgo che non meriti, io mi tolgo.

Come riesci a conciliare la vita privata, il lavoro e gli eventi mondani?

Faccio un grande pasticcio, perché non ci capisco niente. Molti mi dicono “Quando vai a un evento per lavoro devi essere più istituzionale, quando vai a mangiare la pizza…”, ma io sono sempre uguale. Voglio anche divertirmi, anche perché non è che faccio un’operazione a cuore aperto.  Faccio un po’ di confusione, non sono una stratega. Vado a un evento se ho voglia, altrimenti non ci vado. Per me è un po’ tutto uguale: il lavoro, la vita privata.. . Io penso che quando sei un personaggio, soprattutto di soap, devi dare tanto di te, perché la gente vuole sapere dove vivi, la tua casa, il tuo cane ed è giusto che noi lo raccontiamo. D’altronde poi sono loro le persone che ci seguono, che ci danno la possibilità di lavorare. Quando intervistavo per Mattino e Pomeriggio 5, per le fiction di Canale 5,  parlavo solo di lavoro perché molti mi dicevano: “Niente vita privata”. Le persone vogliono conoscerti, non è solo gossip sterile: vogliono sapere cosa stai vivendo, cosa stai attraversando e a me sembra giusto farlo sapere. Io non ho grandi segreti, sanno un po’ tutto di me.

Cosa sacrificheresti per il lavoro?

Io in realtà ho già sacrificato tutto per il lavoro, ma non è un sacrificare, è una scelta che faccio con animo leggero. Non mi sono mai concentrata sulla famiglia, non mi sono mai fermata veramente per cercare di formare una famiglia. Io amo così tanto quello che faccio, che l’ho sempre messo in primo piano. Anche l’imprevedibilità di questo lavoro, mi piace: sapere che un giorno sei in un posto, un giorno in un altro; a me chiamano all’ultimo momento. Lunedì mi hanno detto: “domani pomeriggio sei a Mattino 5”; avevo un pranzo con una persona a cui tengo e ho dovuto dire “non ci sono”. Poi lui è ripartito, non ci siamo visti e quindi è sacrificare di stare magari con una persona a cui tieni, ma non importa. Quando sono stata fidanzata tante cose non le ho fatte; la seratina non la facevo, all’evento non andavo, per stare con la persona con cui volevo stare perché mi sembra anche giusto. Però se sono da sola metto sempre il lavoro al primo posto. Natale, andare a sciare, in vacanza, a me non interessa, preferisco lavorare.

Per chi batte forte il cuore di Emanuela Tittocchia oggi?

Se parliamo di un essere umano maschile, non c’è: sono single. Ho vissuto questo inverno una storia molto forte con un ragazzo che non vedo da luglio; ci siamo lasciati perché purtroppo non riuscivamo a stare insieme. Ho amato tantissimo questa persona, adesso è difficile riaprire il mio cuore di nuovo. Per me chi passa da un uomo all’altro è perché non ama, è impossibile, c’è sempre un tempo di guarigione che è abbastanza lungo. Se non amo ne faccio a meno, non ho bisogno di una persona vicino, faccio tante cose che mi piacciono: non riesco nemmeno a vedere tutti gli amici che vorrei. Ne ho moltissimi, a Torino, in Sicilia e a Napoli. Ho una vita, grazie a Dio, piena di persone: io sto bene così, con i miei amici e non ho bisogno di avere un fidanzato per forza, a meno che non sbatti la testa e ti innamori e lì è un’altra storia. Il mio cuore batte per tante cose, come quando ho ricevuto il premio per la fiction “Antonio Curtis”.

Hai dei rimpianti per qualche storia finita?

Credo al destino: se una cosa non è andata è perché non doveva andare. Ho sempre chiuso quasi di botto le mie storie: tendo a chiudere radicalmente, perché non credo alle minestre scaldate, super-scaldate. Per non soffrire bisogna non vedersi più: io non rivedo più nessuno dei miei ex, se no non se ne esce più, non si va oltre e questa è una maturità sentimentale che tu raggiungi a un certo punto. E’ un lavoro, è impegnativo. Forse l’unica cosa che cambierei è quando ho conosciuto Thyago Alves e lui è partito per il Brasile; lui mi aveva chiesto di andare a trovarlo, ma io non sono andata, perché lavoravo ed ero presa. Almeno mi facevo una vacanza in Brasile… Poi ho pensato che tornasse e invece non è tornato. Probabilmente non era destino.

Progetti futuri?

A parte le serate che conduco e la presentazione di eventi, sto partecipando al singolo Jingle Bells Stars insieme a Andrea Bocelli (che fa un saluto),  Nek, Raf, Mattia Bazar, Maria Grazia Cucinotta, Paola Perego, Giucas Casella, Beppe Convertini. Cantiamo insieme a molti altri, c’è un video bellissimo che uscirà allegato a un settimanale,  ma si può scaricare da I Tunes e tutto il ricavato andrà a sostegno all’Associazione Nuovi Orizzonti di Chiara Mirante, per aiutare chi ha avuto problemi di tossicodipendenza. Hanno costruito e stanno costruendo case famiglie: hanno il benestare della chiesa, ci siamo fidati e ci fidiamo di loro, perché quando si fanno queste cose, abbiamo anche bisogno di certezze. Inoltre, come detto prima, voglio ritornare a cantare.

LASCIA UN COMMENTO