Beppe Convertini intervista esclusiva a Gente Vip. L’attore si racconta tra teatro, cinema e televisione. Il suo sogno è di condurre uno show in prima serata: “Mi piacerebbe presentare il Festival di Sanremo!”

Un anno molto impegnativo per l’attore pugliese Beppe Convertini, reduce dal grande successo cinematografico “Io che amo solo te“, tratto dal romanzo di Luca Bianchini  e prodotto dalla famiglia Lucisano per Rai Cinema. Le scene del film  sono stato girate proprio nelle sua terra di origine, nelle zone di Polignano,  e l’ex modello ha vestito  i panni dell’Innominato; protagonista il tema dell’amore, con le sue ambiguità, incertezze e molteplici variabili. Non di minore importanza il ruolo di don Franco nella fiction “Le tre rosa di Eva 3“, che ha registrato un grandissimo successo e ha segnato una grande conferma della serie da parte del pubblico. Originario di Martina Franca, continua il suo impegno a teatro; proprio in questo periodo è stato impegnato alla Garbatella di Roma nella commedia “Lui che ama mio marito“. Impegnato sempre in progetti di beneficenza a favore di bambini  in difficoltà, lo vedremo presto nel film “Non dirlo al mio capo“, per la regia di Giulio Manfredonia, che andrà in onda su Rai  1 e non solo. Beppe Convertini torna a raccontarsi a Gente Vip.

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Beppe Convertini intervista esclusiva a Gente Vip

Cosa ti è piaciuto del ruolo dell’Innominato nel film “Io che amo solo te”?

Beppe Convertini (44 anni)
Beppe Convertini (44 anni)

E’ un ruolo da cattivo, falso, traditore, davvero lontano dalla mia personalità e quindi molto più interessante da interpretare. Ho vestito i panni dal serial killer in ‘Off’ a teatro al cattivo nella fiction ‘Le 3 rose di Eva’, dal ragazzo psicopatico che fa fuori Nino Manfredi nel film ‘Una Milanese a Roma’ ad Antonino detto l’Innominato in quest’ultima pellicola. Sono tutti ruoli molto accattivanti perché lontani dal mio modo di essere. Recitare mi permette di vivere la vita degli altri che non vivrei altrimenti provando delle nuove sensazioni, anche se per breve tempo e naturalmente non reali.

Cosa ha rappresentato per te questa esperienza?

Sul set di ‘Io che amo solo te’ vi era magia pura tra gli attori guidati da un magistrale Marco Ponti, la produzione impeccabile IIF della famiglia Lucisano, le maestranze e l’autore dell’omonimo best seller dal quale è tratto il film di Luca Bianchini. Un’esperienza umanamente e artisticamente straordinaria.

Durante il set del film hai conosciuto Alessandra Amoroso e siete diventati molto amici. Molti parlano di “tenera amicizia”: come descriveresti il vostro rapporto?

Un rapporto di amicizia nato sul set.

Lo scorso dicembre hai presentato un’asta di beneficenza a Manduria per raccogliere fondi per un ragazzo malato. Che rapporto hai con la beneficenza?

A Manduria, come in svariate occasioni, ho donato la mia professionalità e popolarità al servizio degli altri. Che senso avrebbe fare il mio lavoro se non aiutassi gli altri quando ne ho l’opportunità? Sono stato in diverse missioni umanitarie da Haiti all’Abruzzo, dalle favelas sudamericane ai campi profughi Siriani. Esperienze molto forti che ti segnano la vita per quello che i tuoi occhi vedono e per i rischi che si corrono. In Libano il primo giorno che sono arrivato, a pochi metri da me,  un doppio attentato kamikaze ha spazzato via 40 vite innocenti.

Ti vedremo presto su Rai 1 nella fiction ‘Non dirlo al mio capo’, ci vuoi dare qualche anticipazione?

Nella fiction sono Lorenzo che avrà a che fare con la bravissima protagonista Vanessa Incontrada diretti da uno straordinario Giulio Manfredonia.

Ti vedremo al teatro Ambra alla Garbatella a Roma nella commedia musicale ‘Lui che ama mio marito’ nel ruolo di padre Simone. Come vivi la passione per il teatro?

Il teatro dà delle emozioni che nessuna forma d’arte può regalarti; stando a contatto con il pubblico sono immediate. Ogni sera un’esperienza straordinaria e irripetibile. E’ la prima volta che interpreto il ruolo di un prete, esperienza molto interessante. Sarò impegnato dal 21 al 31 gennaio al teatro Ambra alla Garbatella a Roma.

Hai partecipato a dicembre insieme a tanti grandi artisti  a un progetto di solidarietà creato da Roberto Onofri, con il singolo «Jingle Bells Star», a sostegno della Onlus Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante. Visto che hai una bellissima voce, hai mai pensato di fare il cantante?

L’esperienza di Jingle Bells con Andrea Bocelli, Nek, Raf, Lorella Cuccarini e tanti altri, è stata davvero una bella opportunità di solidarietà di un gruppo di artisti che ha cantato per aiutare il prossimo. Non essendo un cantante mi sono messo in gioco con piacere per beneficenza, ma naturalmente non ho velleità di cantare incidendo un mio brano.

Cosa ti auguri per il nuovo anno appena iniziato?

Mi piacerebbe viaggiare e conoscere posti nuovi. Tra le mie mete il Vietnam, la Cambogia, l’Argentina e L’Australia.

La cosa che non avresti voluto fare e quella che avresti voluto fare nel 2015 appena terminato?

Avrei evitato due operazioni ma non potevo farne a meno. Mi sarebbe piaciuto condurre un talk in tv o un programma di viaggi tipo Linea Verde o Linea blu.

Il tuo proposito per il 2016?

Fare del bene, mi piacerebbe partire per una nuova missione umanitaria in uno dei focolai della terra, dove aiutando gli altri ti senti davvero vivo.

Il tuo sogno nel cassetto come artista?

Condurre uno show in prima serata in tv. Essendo un sogno nel cassetto mi piacerebbe presentare Sanremo!

Hai qualcuno accanto in questo periodo?

Ho una storia.

Sei molto legato alla tua famiglia, che vive in Puglia. Cominci a sentire il bisogno di averne una tutta tua e diventare padre?

Sarebbe il massimo diventar padre, una delle cose più belle che la vita possa regalare. Intanto sono zio di 4 nipoti Vitalba, Donato, Davide e Alessandro e bis zio di Giorgia e Andrea e ne sono super felice.

Progetti futuri?

Tournée teatrale in tutta la penisola e il film in uscita a febbraio ‘Mi rifaccio il trullo‘, commedia divertente made in Puglia, la mia splendida terra, dove interpreto un ladro.

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