Esclusiva – Alda D’Eusanio si è sempre considerata un’amica degli omosessuali, raccontandone le loro storie. Lo scorso fine settimana ha conquistato tutti nelle vesti di Drag Queen al Gay Village.

Alda D’Eusanio è stata una delle prime giornaliste televisive a raccontare il disagio degli omosessuali nella società. Lo scorso fine settimana ha deciso di vestirsi da Drag Queen per capirne al meglio l’arte. Giocare con se stessa e ridere di se, sono queste le cose che la contraddistinguono. Queste due caratteristiche le hanno permesso di essere accolta con tanto calore lo scorso sabato al Gay Village. Trucco, lustrini, paillettes e tanto trucco. La giornalista e conduttrice televisiva è salita così sul palco per premiare la vincitrice del concorso The Italian Race Drag Factor, Femmedevie. Alda D’Eusanio si racconta nell’intervista esclusiva a Gente Vip.

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Alda D’Eusanio e le Drag Queen al Gay Village

Com’è stata l’esperienza al Gay Village?

È stata un’esperienza molto divertente e simpatica. Ma soprattutto è un posto dove ho trovato tanta umanità. Quando sono andata a trovarli ho messo in atto la regola più importante che ha dato la direttrice Luxuria: divertirsi.

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Vladimir Luxuria e Alda D’Eusanio

Invece il vestirsi da Drag Queen?

Quando mi hanno chiamata per premiare il vincitore del concorso Drag ho detto: sì, ma solo se mi truccate da Drag Queen. Ho scelto io di esser vestita e truccata così perché volevo sentirmi parte del loro mondo, che io ho raccontato tante volte. In questo modo ho capito che fare la Drag Queen è un qualcosa di faticosissimo. Il trucco poi è una vera arte e dura circa quattro ore. 

Ma cosa pensa delle Drag Queen?

Loro mettono in atto uno show pazzesco. Essere Drag Queen è un’arte e non tutti gli uomini che la praticano sono omosessuali. Purtroppo in Italia è poco conosciuta come arte, ma nel mondo è riconosciuta appunto come forma d’arte spettacolare.

Lei, ad esempio, fu una delle prime a portare una Drag Qeen in televisione, Jessica. Lei portava un caschetto biondo come tratto distintivo e nel suo programma “A posto tuo” le parlò proprio della sua omosessualità. 

Nei miei programmi ho sempre ospitato omosessuali anche tra il pubblico. Li sceglievo in base alle loro caratteristiche di “normalità”. Non volevo raccontare il loro cambiamento fisico. Semplicemente volevo raccontarle come le persone della porta accanto, il figlio di casa. Quello che volevo era appunto far passare questo messaggio di estrema normalità. Poi questo ha permesso al personaggio di essere amato da pubblico. Proprio com’è successo a Jessica (Ndr Alfio), che poi è anche una persona straordinaria. 

Tornerà al Gay Village?

Assolutamente sì! È stata un’esperienza così bella che ho deciso di replicarla quando ricapiterà.

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