Cosa c’è dietro l’immagine di un grande personaggio dello spettacolo? C’è la capacità di far uscire da quella foto la bellezza del personaggio, i suoi lineamenti, ma anche la sensazione di viverne le emozioni. Questo è fare fotografia e questa è l’arte di Gabriella Deodato. Gabriella è tra le fotografe di rara capacità artistica provata che compongono il mondo delle fotografe di scena in Italia. L’abbiamo già incontrata anni fa, durante le sue collaborazioni con professionisti dello spettacolo e del cinema italiano ed internazionale. Già fotografa di scena per film come All the invisible children presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2006; Io non ci casco con Maria Grazia Cucinotta, Maurizio Casagrande e Ornella Muti; L’imbroglio nel lenzuolo per la regia di Alfonso Arau; “Viola di Mare” regia di Donatella Maiorca con Maria Grazia Cucinotta, Valeria Solarino e Isabella Ragonese; nonchè fiction televisive come L’uomo che cavalcava nel buio con Terence Hill;  Gabriella Deodato racconta oggi in esclusiva per GenteVip l’evolversi della sua carriera e il suo primo libro “Luce q.b. – Ricette d’aMore“.

Gabriella Deodato intervista esclusiva a Gente Vip
Gabriella Deodato

Gabriella, tra l’anno scorso e quest’anno è cresciuto molto il tuo lavoro. Quali sono stati gli ultimi lavori più prestigiosi?

Luce q.b. Ricette d'aMore
“Luce q.b. Ricette d’aMore” il libro di Gabriella Deodato

Sì, effettivamente si può dire che ho seminato molto e che sto raccogliendo parecchio ma dal mio punto di vista non è mai abbastanza perchè sono sempre in continua evoluzione. Dunque, probabilmente il mio più grande traguardo è stata l’uscita il primo luglio scorso del mio primo libro “Luce q.b. Ricette d’aMore”, edito dalla casa editrice Alterego di Viterbo. E’ una raccolta di ritratti fotografici, volti noti e non, e mi rappresenta parecchio. Fra i volti noti, ci sono Maria Grazia Cucinotta, Iva Zanicchi, Nicola Canonico, Loriana Lana, Roberto Fiacchini e Antonio Covatta.

Fotografare un Vip vuol dire entrare in sintonia con lui, ricevere la sua fiducia. Come lo prepari ad un tuo servizio fotografico?

Questa tua domanda è davvero molto interessante. Diciamo che lo “preparo” mantenendo quell’umiltà ma anche quella parità umana che secondo me è il modo migliore di approcciarsi ad un cosiddetto “Vip”. Credo che chi vive sotto i riflettori è comunque e prima di tutto un essere umano, e a parte rari casi di presunzione, ami essere considerato “normale” e non essere approcciato con servilismo. La chiave di accesso è la normalità; gli illustro i miei lavori e ovviamente se la sua Arte mi piace mi dilungo su cosa mi piace del suo lavoro, senza complimenti illusori e sempre con molta sincerità. Mi baso ovviamente sempre su ciò che intuisco della sua psicologia ed in questo non c’è differenza con un cliente “normale”.

Hai sempre sottolineato il tuo carattere deciso e coerente e questo ti ha permesso di crescere professionalmente in fretta, proprio per la tua creatività e stima di te stessa. Cosa ricordi del tuo inizio e quale pensi che sia stata la svolta professionale che ti ha portato nel mondo dei grandi fotografi?

Del mio inizio, ricordo la grande fiducia che hai da subito riposto in me, Claudio. Non potevo non rispondere istintivamente così alla tua domanda! Peraltro non mi ritengo “entrata nel mondo dei grandi fotografi” ma comunque ti ringrazio del complimento! Diciamo che non è cambiato il mio approccio rispetto agli inizi: sempre umiltà e sincerità, oltre all’ingrediente fondamentale: l’aMore e la Passione per ogni idea e di conseguenza per ogni scatto, ma è cambiata la mia tolleranza e la mia pazienza. Mi spiego: io cerco sempre di pormi in modo onesto (artisticamente e finanziariamente) ed è un approccio che nella maggior parte dei casi premia ma capita di venir fraintesi …. e quindi, ad oggi e dopo un primo libro in uscita a 34 anni (spero il primo di una serie), a volte mi permetto di rifiutare dei lavori. E’ rarissimo ma quando non vengo compresa, non vedo perchè devo venir …. presa.

Non solo, ma quest’anno hai presentato anche il tuo primo libro fotografico “Luce q.b. – Ricette d’aMore”. Come mai questo titolo particolare?

Sì, come ti ho già accennato ho pubblicato il mio primo libro “Luce q.b. Ricette d’aMore”, edito dalla Alterego Edizioni di Viterbo. Colgo l’occasione per ringraziare Danilo Bultrini e Francesco Corti, senza i quali nulla di tutto cio’ sarebbe stato possibile. Il titolo si rifà al concetto “Q.b Quanto basta” delle ricette gastronimiche, quindi “Luce q.b.-Luce quanto basta” …. e il sottotitolo “Ricette d’aMore” con la M maiuscola perchè è la lettera che simboleggia l’aMore nella mai vita; il libro infatti è dedicato a tre persone importanti la cui iniziale è in tutti e tre casi la M. Infatti io la parola aMore la scrivo così, con la M maiuscola. Ho voluto inserire i due ingredienti a parer mio essenziali nel mio modo di essere e di fotografare, la Luce e l’aMore. Cerco di tirar fuori la luce da ognuno dei miei clienti e cerco di farlo sempre con aMore.

Quale servizio fotografico, svolto per personaggi famosi o gente comune, ti ha portato quella soddisfazione in più?

Non c’è un servizio fotografico che mi abbia suscitato una soddisfazione particolare, forse quelli più sofferti cioè quelli in cui la comunicazione con il cliente è stata piu’ difficile e quindi avere un buon risultato ancora più soddisfacente, forse i servizi fotografici in cui ho letto stupore negli occhi di chi si vedeva in contrapposizione con lo scetticismo iniziale. Effettivamente ci sono servizi fotografici a parer mio più riusciti, sono quelli che nel tempo continuo ad amare, in un certo qual modo “atemporali”. Invece finora due servizi fotografici sono stati particolarmente difficili e mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca ma esclusivamente perchè le due clienti in questione avevano un’immagine talmente distorta di sé, da dover andare da una psicologa piuttosto che venire da me. Credo infatti abbiano sbagliato porta. Non hanno avuto fiducia in me né durante né dopo e questo mi ha ferito come artista e come persona.

Ci sono nuovi personaggi dello spettacolo a cui ti piacerebbe fare un servizio fotografico?

Le tre donne a cui mi piacerebbe fare delle foto sono sempre le stesse: Belen Rodriguez, Claudia Galanti e Micaela Ramazzotti. Per ora…

Non possiamo far altro che ringraziare la fotografa Gabriella Deodoato per averci mostrato alcune delle sue meraviglie artistiche e invitiamo i nostri lettori a vedere il meglio dei suoi lavori sul sito professionale www.gabrielladeodato.com

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