Il brano di Taylor SwiftShake it off“, tratto dall’album “1989”, sta facendo ballare tutti ormai da un bel po’. L’album in questione è in cima alla classifica di iTunes in ben 95 paesi e la cantante ha ricevuto IFPI Global Recording Artist of 2014 Award, premio che ne sottolinea la capacità di vendita. Sembra infatti che la Swift sia l’artista che ha avuto più successo nel 2014, vendendo più dischi dei suoi colleghi. Complimenti a questa giovane ragazza, dunque, che ha deciso di festeggiare in modo proficuo non solo per se stessa. Con un patrimonio che ammonta a 250 milioni di dollari, Taylor ha ritenuto opportuno impegnarsi in un po’ di beneficenza: la star ha infatti elargito 50.000 dollari a favore dell’istruzione americana.

Taylor Swift dona cinquantamila dollari alle scuole di New York
Taylor Swift dona cinquantamila dollari alle scuole di New York

Taylor Swift è la cantante che ha venduto più dischi di tutti nel 2014

Siamo profondamente riconoscenti per il gesto di Taylor nel donare parte dei proventi di ‘Welcome to New York’ alle scuole pubbliche della Grande Mela“. Con queste parole Devora Kaye, ovvero la portavoce del Dipartimento della Pubblica Istruzione newyorkese, ha ringraziato l’artista del suo contributo monetario per il beneficio delle scuole di New York. E’ nello specifico ad esse, infatti, che si rivolge il gesto di Taylor. Qualcuno ha già commentato che, alla luce di quanti soldi ha in tasca, questi sono spiccioli per la ragazza, ma non è opportuno infangare un gesto tanto positivo in questo modo. Non è scontato che chi disponga di soldi si prodighi per il bene comune, anzi, molti esempi ci inducono a pensare il contrario. Taylor Swift è invece un’affermata cantante di soli 25 anni, ma che ha già a cuore gli interessi sociali e soprattutto tiene fede alle promesse. Aveva in precedenza annunciato questa intenzione durante una sua partecipazione al programma The View e è stata coerente con quanto detto. Non l’ha dunque fatto per ricevere qualche applauso sul momento. Apprezziamo l’iniziativa per ciò che essa è: una cosa buona per le scuole e per la rivalutazione di un’istruzione spesso abbandonata a se stessa.

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