Per le nozze di Melissa Satta e Boateng, rimandate come già detto tempo fa, c’è ancora da aspettare. Si parla però quest’oggi del loro pargoletto, Maddox, di cui la mamma ha postato una fotografia su Instagram. Lo scatto mostra la famigliola al completo e costituisce l’esordio social del piccoletto. Infatti, da quando Maddox è venuto alla luce lo scorso aprile, i genitori hanno ritenuto opportuno tenerlo lontano dai riflettori e da fotocamere varie. Hanno dunque preferito vivere questa esperienza nella loro intimità.

Melissa Satta, Maddox e Boateng foto instagram
Melissa Satta, Maddox e Boateng foto instagram

Le malelingue al riguardo si sono sprecate in modo imbarazzante, tant’è che Melissa era tempo fa intervenuta a Verissimo piena di dispiacere e rammarico:

“Mi dicono anche che non lo faccio vedere sui social perché è brutto. Non mi interessa, per me è il bambino più bello del mondo. Instagram e Twitter sono cose quotidiane. Ti fa piacere condividere con tutti i momenti divertenti. Per ora, non mostriamo il volto. Ma un giorno succederà”.

Tralasciando la superficialità di affermare che una mancanza di foti indichi bruttezza (presto smentita), la questione più delicata è stata un’altra e ha sfiorato i temi del razzismo. Cosa che, per altro, tutti noi ci auguravamo non avvenisse. Un incidente davvero increscioso e spiacevole, suscitato da tutti coloro che hanno commentato il colore “troppo chiaro” della pelle del bambino. Così la Satta ha giustamente detto:

Lo trovo agghiacciante. Le critiche sul web vanno benissimo. Mi mostro in prima persona, sono un personaggio pubblico, mi diverto. Chi mi apprezza, sono contento che mi segue, chi non mi apprezza, va bene lo stesso. Possono dire tutto. Non mi interessa. Però quando si attaccano bambini che non c’entrano niente, toccando il tasto della razza di un bambino è brutto e triste. Oltre al fatto che la gente scriva il commento razzista e cattivo, ci sono giornalisti che riprendono il commento con troppa leggerezza. Come fai a scrivere su un giornale cose del tipo “E’ in dubbio la paternità di Boateng”. E’ brutto. Tutto questo per il colore della pelle. E’ normale. Siamo una coppia mista. Il bambino poteva nascere bianco, nero o mulatto. I geni fanno il loro corso. Mio figlio ha gli occhi azzurri come mia nonna. Trovo tutto ridicolo. Queste persone si devono mettere una mano sulla coscienza e riflettere. Anche i giornalisti dovrebbero avere più tatto. Tra la stampa italiana e la stampa tedesca, ci sono molte differenze. Lì non è uscito nulla di tutto ciò, sono abituati alle coppie miste. Spero che non ci sia razzismo nella stampa italiana ma io ho ricevuto commenti razzisti. Non si può dubitare di una paternità solo perché la pelle del bambino è diversa da quella del padre. Io sono bianca. Ho voluto dire queste cose per difendere tutti.”

Evitando persino di parlarle con il compagno il quale in Germania è rimasto all’oscuro di questi stupidi commenti, Melissa ha saputo gestire la situazione nonostante ne sia stata decisamente delusa. E’ comprensibile la ragione. C’è una gran bella differenza tra una battuta divertente e una critica non solo pesante ma anche discriminatoria e ottusa. Fortunatamente sembra che questa parentesi si sia chiusa.

 

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