Tra gli attori più amati del momento, Marco Bocci si è concesso ad un’intervista a Quelli che il calcio accontentando davvero tutti: carriera, storia d’amore con la bella Laura Chiatti e qualche indiscrezione sul possibile nome del loro bebè in arrivo, l’attore italiano, in total look Armani, ha svelato tanti retroscena e curiosità davanti alle telecamere di Nicola Savino.

Quelli che il calcio 2015, Marco Bocci si lascia sfuggire il nome del bambino
Quelli che il calcio 2015, Marco Bocci si lascia sfuggire il nome del bambino

Da “Squadra Antimafia” al cinema: Il successo di Marco Bocci

L’intervista all’inizio si è concentrata soprattutto sulla promozione dell film “Italo” che lo vedrà protagonista al cinema: il film uscirà il 15 Gennaio 2015 e Bocci sarà affiancato da uno speciale amico a quattro zampe in un’avventura per grandi e piccini, e tratta da una storia vera. Una nuova dimensione per l’attore che deve il suo grande successo alla televisione, e in particolare al personaggio di Domenico Calcaterra in “Squadra Antimafia”, in onda su Canale Cinque. Un film in verità confessa avrebbe grande piacere a girarlo con la sua Laura, ma sembra che sia impossibile convincerla.

Marco Bocci e il bebè in arrivo con Laura Chiatti

La carriera quindi procede a gonfie vele, ma l’amore non è certo da meno: nel 2014 la sua unione con Laura Chiatti l’ha portato sull’altare e i due sono in attesa del loro primo figlio. Tra una domanda e l’altra, Marco Bocci si è lasciato così sfuggire il nome che gli piacerebbe avesse il suo piccolo: il suo sogno sarebbe infatti chiamarlo Enea, un nome particolare e molto importante.

Per Bocci l’arrivo di un figlio segna un traguardo molto importante, che lo porterà a doversi dividere tra lavoro e famiglia ma l’attore è già pronto sin da ora. Racconta infatti che in fondo già ora non è così difficile dividersi tra carriera e affetti: “Spesso si pensa che quelli che fanno questo mestiere debbano fare i salti mortali per riuscire in tutto. Ma i salti mortali li fanno tutti, dal geometra all’operaio. Certo è vero, soffro quando sto lontano per lavoro per tre mesi e non posso dedicare tempo alla famiglia, ma capita a tutti“.

 

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