Anche Francesca Rettondini era sulla Costa Concordia affondata a largo dell’isola del Giglio per registrare “Professione Lookmaker“, un talent che andrà in onda da febbraio prossimo su Sky.  A Il Corriere della Sera racconta l’esperienza vissuta. “Sono stata fortunata. Ma sì, dai, sono stata fortunata – spiega con la voce stanca – Vip de che? Ero sulla nave per lavorare… Siamo stati i più fortunati… perchè eravamo in sala da pranzo, quando è successo tutto. E i più fortunati perchè poi siamo usciti sul ponte 3, quello più vicino alla poppa, quindi più lontano dall’acqua. Mentre cenavamo la nave ha fatto come un balzo all’indietro. siamo caduti tutti, i tavoli si sono rovesciati, c’era sangue un po’ ovunque, perchè ci si tagliava con le stoviglie. Siamo usciti sul ponte e ci hanno subito fatto scendere le scialuppe”.


Francesca ha avuto paura per se stessa e gli altri passeggeri: “Non sapevo cosa fare. Non c’era personale, ma non perchè non ci volessero aiutare. Sapevano che noi eravamo al sicuro e sono andati verso quelli in difficoltà. Sono stati bravissimi. Invece non ho capito l’atteggiamento del capitano. In tutto quel bailamme a un certo punto dagli altoparlanti ha detto che tutto era sotto controllo, di tornare nelle cabine. Io non ci capisco niente, di navi. Era la mia prima crociera. Ma non ho voluto muovermi da dov’ero. L’ho detto a tutti: “Da qui non mi sposto”. Tanti, invece, hanno seguito quel consiglio e non li abbiamo più visti”. Si è spostata solo per salire sulla scialuppa di salvataggio che l’ha portata a Porto Santo Stefano: “Vedevamo la gente che urlava, che piangeva, che si buttava in acqua. Era la disperazione. Verso la parte che era inclinata dovevano decidere: o finivano sott’acqua o si gettavano. O morivano annegati o assiderati. Credo che ci siano diversi corpi nella nave. La sala macchina, le cucine… Era tutto sommerso… L’acqua era gelida…”.

La Rettondini ha capito subito che qualcosa non andava anche prima che la Concordia cominciasse ad affondare: “Eravamo nettamente fuori rotta, vicini all’isola. C’è chi parla di uno scarto di 7 miglia, tra la posizione che avremmo dovuto tenere e quella in cui eravamo. E non c’era solo uno scoglio. La nave è finita tra due rocce… A quel punto hanno tentato di farla virare. Abbiamo sentito i rumori spingere al massimo, la nave ha iniziato una sorta di retromarcia. E’ stata la fine…”.  Per lei è arrivato l’happy end, ma al momento le sei vittime e i quindici dispersi parlano di una realtà tragica che poteva essere evitata.

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