Continua a fare notizia e un’infinità di gossip Federica Pellegrini, che dai Mondiali di Shanghai è tornata indietro con due medaglie d’oro in più, ma un fidanzato (Luca Marin) e un allenatore (Philippe Lucas) in meno.  Venerdì sera la nuotatrice veneta ha festeggiato il suo compleanno a Roma, dove è giunta in compagnia del fratello Alessandro per poi passare la serata con una settantina di invitati.


Tra questi anche Filippo Magnini, il nuotatore azzurro che secondo i giornali scandalistici starebbe per diventare il nuovo fidanzato di Federica, tanto che i compagni di squadra hanno parlato di un ‘incontro ravvicinato’ tra i due durante il party romano, condito da un bacio poco dopo mezzanotte…
Solo gossip? Così la pensa il fratello Alessandro, che non si sbilancia: “Mia sorella e Magnini? Io non ci credo: ma la vita è fatta di fatalità. Luca era un mio grande amico, Filippo l’ho visto una volta sola, nel 2008, e già allora mi chiese di organizzare un aperitivo con Fede”.
Anche ai genitori della Pellegrini non piace commentare le notizie riguardanti il presunto flirt, anzi preferiscono ricordare il tempo passato con l’ex fidanzato Luca Marin: “Sono stati tre anni molto belli, Fede e Luca erano molti innamorati, poi è andata così e ci dispiace molto – ha raccontato papà Roberto -. Luca è uno di noi, lo abbiamo visto crescere, è uno di casa. Per noi non cambierà nulla nei suoi confronti, gli vogliamo bene come se fosse nostro figlio. E’ una persona che non dimenticheremo mai. Quanto a Filippo Magnini possiamo dire che nostra figlia ha sempre avuto un ottimo rapporto con lui, si conoscono da una vita, sono molto amici, ma non c’è assolutamente nulla. In Nazionale chiunque si fosse avvicinato a Federica in questo periodo sarebbe stato etichettato come suo nuovo fidanzato…”.
Ancor più abbottonato un altro papà, Gabriele, genitore di Magnini: “Non mi fate domande di gossip, perché ne leggo di cotte e di crude… Leggo tutto e il contrario di tutto: notizie vere, romanzate, false… Non so. Così, per non sbagliare, stò zitto. Non sia mai che un domani qualcuno mi dica “ma come, avevi detto che…””.


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