I genitori di Britney Spears hanno dichiarato che la loro figlia è “mentalmente incapace”. Per capire che cosa li abbia spinti a fare un’esternazione simile, però, occorre fare molti passi indietro. Come i fan sanno, la cantante ha attraversato una fase di profondo declino, intorno al 2008, ritornando poi sulle scene negli ultimi tempi.


Il resoconto di quel periodo buio è stato messo nero su bianco dalla madre di Britney, Lynne, in una biografia in cui si legge che l’ex manager della figlia, Sam Lufti, aveva l’abitudine di drogarla e controllare ogni sua mossa, fino a diventare una sorta di custode della ragazza. Lufti, che nel 2008 è stato licenziato, ha fatto ora causa a Lynne Spears per diffamazione, e ha chiamato Britney a testimoniare.
Ed è qui che è arrivata la dichiarazione dei genitori della popstar, definita “mentalmente incapace” e quindi automaticamente esclusa dal banco dei testimoni. Anche se la cantante non si è ancora sottoposta a un controllo del suo stato mentale, l’ex manager ha chiamato un esperto, Joshua Pretsky, assistente di psichiatria all’Università della California. Sono state analizzate due interviste: una realizzata per un documentario sulla popstar mandato in onda dalla rete televisiva Mtv, e una condotta da un volto noto della tv americana, Ryan Seacrest.


In questa occasione, si legge nel documento della difesa, “Britney Spears viene intervistata ampiamente e risponde alle domande in maniera logica e coerente, evidenziando pensiero logico e competenza mentale”.
Dopo la bufera personale e mediatica del 2008, in cui la cantante era anche finita in ospedale, Britney era ritornata sotto la tutela dei genitori. Se, alla fine di questa vicenda, venisse dichiarata mentalmente abile, potrebbe riconquistare la possibilità di gestire autonomamente la sua immagine e il suo patrimonio.


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