Belen Rodriguez con il suo video hard ha colpito tutti. I suoi affetti in special modo, vedi il Fabrizio Corona furioso che ha dichiarato che la sua Belen “si è sentita stuprata” nel vedere il video online, fino anche ai fan della soubrette più chiacchierata del momento. Così anche Belen conosce, al pari di Vasco Rossi, le conseguenze del social world. “Il pensiero non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare” diceva Lucio Dalla e, da qualunque parte ci si schieri nella questione a luci rosse, il mondo di Facebook dice comunque la sua.


Sono controindicazioni alle quali un personaggio pubblico che decide di “aprirsi” ai suoi fan, deve cominciare a tenere presente. Cercando di non arrabbiarsi più di tanto, perchè il social è anche questo. E così arrivano, copiosi ed impietosi, i commenti degli utenti e dei fan su quanto è successo, su quanto si è letto, su quanto, chi ha potuto, si è visto. A giustissima ragione, l’entourage di Belen Rodriguez si è prodigato al fine di arginare, per quanto possibile, il fenomeno della diffusione in rete del video con Tobias Bianco (che al pari di Belen è anche lui sotto l’occhio del ciclone e, forse, ancora di più nei guai di chiunque altro, ma è comunque “maschio”) e, secondo le indiscrezioni trapelate, chi condivide il video rischia il carcere perchè è stato girato in un’abitazione privata.
Forse il caso del video hard di Belen Rodriguez può aprire, finalmente, uno spiraglio verso una regolamentazione del mondo del porno amatoriale che, al pari del video di Belen, molto spesso viene diffuso nell’inconsapevolezza più totale delle dirette, o dei diretti interessati. E allora forse è davvero il caso di dare una regolata a questo sottobosco a luci rosse perchè, e questo è sotto gli occhi di tutti, filmarsi mentre si fa sesso è ormai naturale come bere un bicchiere d’acqua.

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