Saranno indimenticabili i David di Donatello di quest’anno, non solo per la qualità e l’importanza dei film in gara che hanno segnato la cinematografia italiana di quest’anno, ma soprattutto per l’arrivo di Quentin Tarantino a Roma. La gioia più grande è stato vedere come il regista americano si mostri sempre disponibile e aperto al confronto con il pubblico e con il paese che lo ospita: ringrazia l’Italia Quentin per la cultura cinematografica che non smette mai di dargli, ma l’Italia lo ringrazia ancora di più per la sua presenza.

Quentin Tarantino arriva a Roma: dal Quirinale al palco dei David di Donatello 2015

Quentin Tarantino David di Donatello 2015
Quentin Tarantino ai David di Donatello 2015

E’ un onore essere premiato qui, perché il cinema italiano è da sempre fonte d’ispirazione per il mio cinema, soprattutto per i miei due ultimi film”, ha detto Tarantino salendo sul palco per ritirare il premio al miglior film straniero per Pulp Fiction del 1995 e per Django Unchained del 2013. Ancora adesso Tarantino si ciba di cinema italiano, soprattutto spaghetti western, e non nasconde di voler un giorno girare in Italia.

Simpatia e tanta ironia ma sempre con grande modestia, sono le carte di cui ha fatto sfoggio Quentin sul palco dei David, e che tutti si aspettavano, soprattutto quando è stato al gioco immaginando quali personaggi avrebbero potuto interpretare alcune nostre personalità dello spettacolo: Antonella Clerici potrebbe essere “un’assassina” e Bruno Vespa “il padrino dei padrini”, naturalmente in un film in puro stile Tarantino.

“Un omaggio al western all’italiana”: in arrivo “The Hateful Eight, il prossimo film di Tarantino

Per l’occasione speciale, quello di poter avere come ospite per un giorno intero nella capitale romana, la giornata del regista è iniziata nelle stanze del Quirinale, quando in occasione del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha apprezzato che sia stato citato il suo Mr.Wolf, per sottolineare che a risolvere la crisi non basterebbe neppure lui. “E’stata una vera sorpresa che l’abbia citato. Non me l’aspettavo. Chissà potrei ritornare sul personaggio”, ha affermato il regista che da poco ha finito di lavorare ad un film che conserva questa sua ispirazione costante agli spaghetti western all’italiana.

“L’ho finito tre mesi fa ed è molto vicino al western all’italiana e non a quelli di John Wayne e John Ford. Comunque è un omaggio al wester all’italiana e non lo scimmiotta”, ha spiegato il regista anticipando qualche curiosità sul suo prossimo film “The Hateful Eight”.

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