Pelé a Milano per la presentazione del suo film, star al cinema così come lo è stato sul campo di calcio. Lo conoscono tutti il grande Pelé, anche le nuove generazioni e chi di calcio se ne intendono poco. Un guru, un mito, che diventerà leggenda.

Pelè è l’unico calciatore al mondo che vanta di aver vinto tre edizioni del Campionato mondiale di calcio, nei lontani anni ’50, ’60, ’70. Per la coppa del Mondo Fifa, il gol realizzato alla Svezia nella finale del 1959 è il terzo gol più “grande” del mondo.

pelè al cinema conferenza stampa a milano

Chi, più di lui, meritava un film sulla propria vita? Ospite della Gazzetta dello Sport, ha presentato a Milano il suo film che sarà nelle sale cinematografiche da oggi, 26 maggio: Pelé: Birth of a Legend di cui Radio Italia e la radio ufficiale. Il fenomeno Pelé si confessa, non solo gioie ma anche rimpianti: «La maggiore gioia è stata il 4-1 sull’Italia nella finale del 1971. So che a voi dispiace, ma è così la vita». Bisogna essere sportivi, se una vittoria è meritata, lo è altrettanto una sconfitta. E commuove il fenomeno che ha messo a segno 761 reti in 825 incontri, la sua umiltà è inestimabile: «Io ho avuto modo di recitare diretto da John Huston accanto a Sylvester Stallone, Michael Caine, Max Von Sidow. Quando sono venuti da me per propormi un film mi sembravano matti. Un film sulla mia vita? Poi mi hanno mandato la sceneggiatura l’ho letta e mi sono commosso. Si parlava della mia infanzia e della mia famiglia. E della strada che ho fatto per arrivare a essere un giocatore».

Nella pellicola viene enfatizzata anche la filosofia del Ginga, il passo base della caponeria che nel calcio rappresenta l’esultanza per un talento, per Pelé uno Ginga è Messi, il calciatore argentino attaccante del Barcellona: «La Ginga è una cosa personale che ognuno può avere dentro di sé, è come nella musica. È spettacolo, quello che uno spettatore desidera quando paga per andare allo stadio. È molto difficile dire se c’è ancora Ginga nel calcio, il gioco è più chiuso rispetto al passato. Qualcuno di oggi che gioca con Ginga? Direi Messi, in passato ce n’erano tanti: Cruijff, Charlton, Garrincha… Lui era pieno di Ginga».

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