Alla Festa del Cinema di Roma è arrivato anche il regista premio Oscar Paolo Sorrentino, protagonista della sezione Incontri ravvicinati in cui, davanti a un vasto pubblico, si è lasciato andare a confidenze e ha parlato di quella che è la sua idea di cinema, prendendo in esame anche cinque sequenze di altrettanti film che lo hanno colpito e lo hanno influenzato nel suo lavoro. Sorrentino si è presentato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma con un look curato e perfetto per l’occasione, composto da un completo sui toni del blu e da una camicia chiara. Nonostante il regista abbia deciso di non indossare una cravatta, è apparso molto elegante e a suo agio davanti ai giornalisti e ai flash dei fotografi, tanto da concedersi totalmente alla folla accorsa al suo arrivo firmando autografi e lasciandosi fotografare insieme ai fan.

Paolo Sorrentino al Festival del Cinema di Roma 2015
Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino: “La vera sfida per un regista è quella di coniugare verità e bellezza”

Paolo Sorrentino al Festival di Roma
Paolo Sorrentino sul red carpet del Festival di Roma

Terminata la passerella di rito sul red carpet, il regista si è spostato all’interno dell’auditorium Parco della Musica per l’incontro con il pubblico. Si è trattato di una piacevole chiacchierata tra Sorrentino e lo scrittore Antonio Monda, di cui il premio Oscar. Tra le varie cose, ha dichiarato che la vera sfida per un regista è quella di “Coniugare verità e bellezza, un concetto che negli ultimi tempi viene visto da molti come un sacrilegio. In realtà più che di verità si tratta di verosimiglianza perché il vero è noioso mentre il verosimile è il regno di chi inventa”. Riguardo i cinque film che hanno lasciato in lui un segno, il regista ha dichiarato: “Ho scelto pellicole di cui non parlo mai. Mi fanno sempre parlare di Fellini, Scorsese, i Coen. Che poi sono i registi che amo, ma non gli unici.” Parte, dunque, citando il film Tempesta di ghiaccio di Ang Lee: “Mi ha insegnato molto sulla sceneggiatura ed è un film sulla famiglia. Da spettatore sono molto interessato a questo tema e questo titolo sa raccontare molto bene la bellezza e i pericoli della famiglia”. Poi parla di Era mio padre di Sam Mendes e in particolar modo della sequenza dell’assassinio di Paul Newman da parte di Tom Hanks: “Se uno studente vede questa scena può saltare due o tre anni di scuola di cinema, da queste immagini si capisce come si deve recitare, usare la musica, il suono, come si deve illuminare e soprattutto come si costruisce un’epica. Insomma è la sintesi di che cosa dovrebbe essere il cinema”. È poi la volta del visionario regista Tim Burton e del film Mars Attacks!: “È un film che mi sconvolse moltissimo, quando lo vidi. Ho scelto la scena dell’aliena che entra nella Casa Bianca perché la trovo una delle più erotiche mai viste. Ho sempre avuto la curiosità di sapere come facesse a muoversi in quel modo così particolare. Se incontrassi Tim Burton vorrei scoprire se aveva dei pattini o uno skate per camminare così”. Di David Lynch, invece, ha scelto la pellicola Una storia vera, definendola un capolavoro sulla forza sottovalutata delle cose insensate.

Non poteva poi mancare un regista italiano. Sorrentino ha voluto parlare, infatti, de La notte di Michelangelo Antonioni: “Antonioni, Fellini e Bertolucci hanno una maestria pari a nessuno quando mettono in scena qualcosa. E pensare che sono tutti e tre italiani. Dei film di Antonioni ho scelto questo perché, ancor più del ‘La Dolce vita’, racconta in modo tragico la disagevole condizione di stare al mondo”. Infine, Sorrentino ha parlato anche del suo ultimo progetto, il film per la tv Young Pope, in produzione proprio in queste settimane. Nel ruolo del protagonista c’è l’attore britannico Jude Law e se vi state chiedendo come mai Sorrentino abbia scelto proprio lui, ecco che arriva la risposta: “Perché è giovane, bello ed è un attore portentoso, senza difetti. Ho pensato subito a lui come l’attore ideale per interpretare questo Papa giovane e bello. Un pontefice così non c’è stato mai e l’idea del film è proprio questa: rendere verosimile un papa cosi”. Poi ha aggiunto: “Siamo solo a metà della lavorazione per cui non mi pongo domande su cosa Law stia portando al personaggio, cerco di portare a casa la giornata. Non mi sono ispirato a nessun Papa reale perché la caratteristica di questo Pontefice è proprio il fatto che sia completamente inventato eppure verosimile”.

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